1955-2015. Gastarbeiter. Un viaggio lungo 60 anni

Il 20 dicembre del 1955 tra Italia e Germania fu firmato l’accordo per l’invio di manodopera italiana in Germania. Da allora sono trascorsi 60 anni. Le Acli Germania, insieme a KAB Federale (il movimento degli operai cattolici tedeschi), Akademie der Diözese Rottenburg-Stuttgart, Acli italiane e Migrantes ricordano l’evento con un momento celebrativo (Festakt) e un convegno. L’appuntamento è per il 18 e 19 dicembre a Stoccarda.

Il trattato tra Italia e Germania sancì istituzionalmente quello che già da qualche anno avveniva: l’emigrazione verso la Germania e altri paesi europei di giovani italiani in cerca di lavoro.
A quei primi emigrati ne seguirono migliaia di nuovi e poi arrivarono le famiglie, i matrimoni misti, i figli e le generazioni successive con storie di insuccessi e di successi, con rientri in Italia e residenze stabili in Germania. Nel corso degli anni l’emigrazione italiana in Germania ha vissuto diversi cambiamenti e da “Gastarbeiter” si è diventati Cittadini di questa nazione.

Di seguito, il testo di presentazione dell’iniziativa.

Il 20 dicembre 1955 il ministro federale del lavoro Anton Storch e il ministro italiano per gli affari esteri Martino firmarono a Roma l’Accordo fra la Repubblica italiana e la Repubblica federale di Germania per il reclutamento ed il collocamento di manodopera italiana nella Repubblica federale di Germania. Ebbe così inizio, dopo dieci anni dalla fine del secondo conflitto mondiale, l’emigrazione di lavoratori provenienti particolarmente dal Sud dell’Italia che vennero subito impiegati specialmente nel Sud Ovest della Germania nel settore agricolo e in quello delle costruzioni di strade e ponti.

Questo accordo fu il primo di questo genere e fu di riferimento per quelli successivi, intercorsi con la Spagna e la Grecia (1960), con la Turchia (1961) e con Portogallo e Iugoslavia.

Per questi lavoratori considerati “lavoratori ospiti” (Gastarbeiter) era prevista una permanenza limitata nel tempo, sulla base del principio della rotazione. In realtà, la loro presenza si sviluppò come una immigrazione di fatto. I ricongiungimenti familiari, con il conseguente consolidamento sul territorio, sono state le conseguenze non previste e del tutto sottovalutate. “La Germania non è Paese di immigrazione” si continuava ad affermare, anche se di fatto lo era diventato da molto tempo.

Nel 1973 ci fu il blocco della richiesta di manodopera da Paesi terzi, e da allora valse il blocco per i lavoratori extra comunitari; solo i lavoratori italiani ebbero fin dall’inizio il libero accesso al mercato del lavoro in Germania. Tuttavia questo fatto non portò mai ad una emigrazione incontrollata dall’Italia verso la Germania. Al contrario. Il numero degli Italiani andò a decrescere con continuità. Nell’anno del blocco del flusso di manodopera straniera gli Italiani in Germania erano 630.000, attualmente i cittadini italiani residenti risultano essere oltre 730.000.

I lavoratori emigrati italiani, a differenza di altri provenienti da altri Paesi fornitori di manodopera alla Germania, si caratterizzano per un certo pendolarismo migratorio. A seguito delle conseguenze della crisi economica nei Paesi affacciati sul Mediterraneo si riscontra un continuo aumento di persone che emigrano in cerca di lavoro. La caratteristica di questo nuovo movimento migratorio è dato dal fatto che, a differenza della prima emigrazione, a spostarsi non sono persone con limitata formazione scolastica e lavorativa bensì individui con elevate qualifiche e competenze.

C’è da chiedersi allora: Continua a ripetersi la storia a condizioni e livelli più elevati?
Il fatto che questa emigrazione possa rappresentare a breve termine una forma di sgravio per le economie coinvolte, può in prospettiva risultare essere una vera “fuga di cervelli”?
I 60 anni di libera circolazione hanno sviluppato adeguate strutture e metodologie per rispondere all’intenzione di realizzare una vera Europa senza “confini”, oppure il giovane con provenienze ed esperienze diverse continua ad essere considerato “diverso”, straniero sia nel contesto di provenienza che in quello di arrivo?
Nel contesto del fenomeno emigratorio italo-tedesco e in forza delle pluriennali esperienze verranno affrontati e discussi questi ed altri quesiti.

Programma

Venerdí 18 dicembre 2015
Dalle ore 18.30 – Musica Gruppo Terra

19.00 – Saluto e introduzione
Klaus Barwig, Accademia della diocesi di Rottenburg Stuttagrt

Da “Gastarbeiter – Lavoratori ospiti” a cittadini. Una storia europea di successo?
Vescovo Dr. Gebhard Fürst
Winfried Kretschmann, Primo Ministro capo del governo del Land Baden-Württemberg
Pietro Benassi, Ambasciatore d’Italia a Berlino

Interventi di saluto
Mons. Giancarlo Perego, Fondazione Migrantes
Gianni Bottalico, Presidente ACLI

Conclusioni
Peter Niedergesäss, Presidenza Federale della KAB
 

Sabato 19 dicembre 2015
Ore 9.30 – Symposium
Vino nuovo in botti vecchie? Dal reclutamento di manodopera all’emigrazione odierna
Immagini e impressioni di 60 di emigrazione a cura delle ACLI BW

I nuovi arrivi. Chi sono? Chi emigra? Condizioni di partenza più favorevoli per i cittadini europei che godono della libera circolazione o nuove forme di sfruttamento? Chi viene richiesto oggi e come viene sostenuto e accompagnato?
Mons. Giancarlo Perego, Fondazione Migrantes
Sylvia Krenn, Fondazione Robert Bosch
Valentina Nucera, Responsabile del Progetto Italia, CET

“Brain drein” a causa dell’emigrazione di persone altamente qualificate?
Norbert Kreuzkamp, sociologo

13.30 Tavola rotonda conclusiva: Che cosa può – che cosa deve essere cambiato?
– Sistemi formativi nazionali e libera circolazione
– Qualifiche e mercato del lavoro
– Libera circolazione – pendolarismo migratorio – Integrazione?
– Lavoro a basso costo / ridotta sicurezza nella vecchiaia
– Vecchiaia e salute

Intervengono:
– Klaus Schmitz, ex-referente per gli affari sociali Ambasciata tedesca a Roma
– Gianni Bottalico, presidente nazionale ACLI
– Laura Moitz, direttrice casa di cura per anziani, Rorschach
– Wolfgang Herrmann, responsabile Pastorale del lavoro e Equa Mobilità – Stuttgart
– Hildegard Rothenhäusler, Ministero per la cultura lo sport e giovani Ba-Wü
– Muhammet Karatas, Camera dell’industria e commercio Stuttgart

Modera: Wilfried Wienen, KAB Germania

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