26 luglio 1948: finisce il Patto di Roma. Nuovo ruolo per le Acli

Il 26 luglio del 1948 termina ufficialmente l’esperienza della Cgil unitaria, nata con il Patto di Roma del 12 giugno 1944. Breve risulta, dunque, l’unità sindacale siglata da Giuseppe Di Vittorio per il Pci, Achille Grandi per la Dc e da Emilio Canevari per il Psi appena quattro anni prima.

Già durante il I Congresso nazionale della Cgil (Firenze, 1-7 giugno 1947) si avvertono i segni delle divisioni fra la componente socialcomunista e quella cattolica del sindacato. Il fatto è che lo scenario politico è cambiato rapidamente. Le potenze vincitrici del nazismo si sono divise il mondo in due sfere contrapposte: l’est europeo e asiatico a egemonia sovietica, l’occidente capitalistico a influenza statunitense. È la cosiddetta “guerra fredda” fra i due blocchi che coinvolge inevitabilmente anche l’Italia, paese di confine tra il blocco occidentale e orientale e, soprattutto, paese in cui opera il più forte partito comunista dell’occidente.

Il contributo ancora unitario dei dirigenti della Cgil ai lavori della Costituente permette alla nuova Costituzione italiana (che entrerà in vigore a partire dal 1°gennaio 1948) di assumere il lavoro quale valore fondamentale della vita civile e sociale e di sancire l’assoluta libertà e volontarietà dell’organizzazione sindacale.

Alle prime elezioni politiche della Repubblica italiana, che si svolgono il 18 aprile 1948, la Democrazia cristiana conquista la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento, dopo uno scontro frontale con il blocco della sinistra. È la rottura dell’unità delle forze politiche che insieme avevano combattuto per la liberazione. Il rischio di una rottura sindacale è sempre più probabile, nonostante l’impegno personale del segretario generale Di Vittorio per mantenerne l’unità.

L’attentato a Togliatti del 14 luglio 1948 e la proclamazione, da parte dell’esecutivo nazionale della Cgil, dello sciopero generale segnano il punto di rottura nel sindacato unitario. In un documento del 22 luglio il Consiglio nazionale delle Acli afferma che:

… il recente sciopero aveva violato l’essenza del Patto di Roma e aveva prodotto una irrimediabile frattura

Una risoluzione del Comitato della Cgil del 26 luglio dichiara che, avendo la corrente cristiana infranto l’unità sindacale i suoi delegati “si sono messi fuori dalla Cgil e quindi sono decaduti da ogni carica e funzione sindacale”.

La corrente cattolica decide di uscire dalla Cgil e fondare un nuovo sindacato, l’esistenza delle Acli offre una struttura pronta su cui basarsi.

Proprio le Acli, che sentono l’esigenza di ridefinire il proprio ruolo, indicono un Congresso straordinario (Roma, 15-18 settembre 1948).

Le Acli si erano definite, in occasione del loro I Congresso nazionale, “espressione della corrente cristiana in campo sindacale e strumento per la formazione morale e sociale dei lavoratori”, con questa dichiarazione intendevano affermare “l’inscindibile unità tra le Acli e i sindacalisti cristiani, che ne sono i rappresentanti negli organi sindacali”.

Nella mozione conclusiva del Congresso del 1948 ribadiscono l’esigenza di un sindacato autonomo e democratico, ma soprattutto modificano il primo articolo dello Statuto e non si dichiarano più “espressione della corrente cristiana in campo sindacale” bensì“movimento sociale dei lavoratori cristiani”.

Il nuovo sindacato nascerà nel giro di un mese: il 17 ottobre 1948 si costituisce la Libera Cgil, guidata da Giulio Pastore, che diventerà, nel 1950, definitivamente la Cisl (Confederazione italiana sindacati lavoratori).

Sempre nel 1950, in occasione del loro III Congresso nazionale (Roma, 3-5 novembre) le Acli definiranno meglio il proprio ruolo come:

Centrale di iniziativa sociale e politica. Con il compito di studiare i problemi che interessano i lavoratori, ricercandone le soluzioni alla luce dei principi sociali cristiani, per la promozione della classe lavoratrice; perseguire un’azione di orientamento dell’opinione pubblica e di stimolo degli organi responsabili della vita del Paese e di ogni altro organismo interessante il mondo del lavoro.
 

Scuola di formazione. Con il compito di curare la formazione religiosa e morale dei lavoratori; realizzare una costante opera di formazione tra i lavoratori educandoli e avviandoli alla piena partecipazione della vita sociale; perfezionare le capacità tecniche e professionali dei lavoratori.
 

Organizzazione di servizi per i lavoratori. Con il compito di tutelare i diritti delle famiglie dei lavoratori; effettuare, attraverso il Patronato, l’assistenza sociale e previdenziale dei lavoratori; sviluppare, attraverso i servizi, ogni iniziativa di carattere economico, cooperativistico, ricreativo, che risponda alle aspirazioni ed alle esigenze dei lavoratori e delle loro famiglie.

Sono queste le linee direttrici lungo le quali le Acli hanno camminato nei decenni successivi, fino ad oggi, pur con diverse accentuazioni, anche in ragione dei profondi cambiamenti, culturali, politici, economici, sociali ed ecclesiali, intervenuti nella società italiana e nel mondo.

Per saperne di più sulla storia delle origini delle Acli è possibile consultare l’Archivio storico delle Acli nazionali.

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