46^ Settimana sociale: educare


Educare è la seconda delle questioni cardinali da affrontare per immaginare un’Agenda di speranza per il futuro del paese, secondo il Documento preparatorio alle Settimane sociali dei cattolici che si terranno a Reggio Calabria. La Chiesa italiana ribadisce quindi l’attenzione all’emergenza educativa, evidenziando l’urgenza di liberare una particolare risorsa «Si tratta di quelle persone adulte che non vengono meno alla vocazione a crescere come persone e ad accompagnare nell’avventura educativa i giovani e i piccoli. Non c’è bene comune se ai soggetti dell’educazione non viene riconosciuto per intero il loro prezioso e insostituibile ruolo anche pubblico». Persone adulte – disponibili a crescere è una combinazione preziosa da conservare e approfondire: Per affrontare l’emergenza educativa in una società complessa e flessibile il richiamo alle persone adulte torna in pista nella consapevolezza che la maturità è un processo continuo che si contamina e si rielabora nell’esperienza quotidiana del corso della vita e non può essere mai considerato concluso una volta per tutte.
Proprio sui soggetti dell’educazione si concentra poi il testo:

1. Per la scuola si evidenzia in primo luogo la centralità degli insegnanti, che dovrebbero essere formati, avere alte motivazioni, essere responsabilizzati anche con relativi percorsi di carriera legati alla qualità e non soltanto all’anzianità. Poi la richiesta di individuare i livelli essenziali delle prestazioni che non sono stati ancora formulati dopo la Riforma del TItolo V. Infine si sostiene il diritto di vedere garantita un’offerta scolastica plurale.
2. Per la famiglia si pone la questione della crisi dell’autorità genitoriale che è colpita dalla «tentazione di considerare l’ampliamento delle zone di libertà direttamente proporzionale all’erosione dell’autorità e in particolare delle istituzioni e dei soggetti nei quali l’istanza di libertà si confronta con le esperienze umane fondamentali del generare e dell’amore, del produrre conoscenza e del trasmetterla, del cercare la verità e dell’amarla».
3. Si ribadisce, poi, il valore dell’associazionismo e delle comunità ecclesiali che riescono ad essere «palestra di grande valore per la maturazione umana dei giovani verso responsabilità più integrali». In questo caso si individua una sfida ai soggetti associativi chiamati ad uscire dalla tentazione di “ripiegamento egoistico”. Rispetto ai soggetti si potrebbero avanzare alcune questioni che lasciamo di seguito a modo di suggestioni:
La centralità degli insegnanti è indubbia, rimane altrettanto fondamentale il contesto nel quale si svolge l’insegnamento. Motivazioni, qualità della scuola, apprendimento, molto spesso, vengono svilite da un clima diffuso nel nostro Paese che tende a considerare la scuola un parcheggio per i minori, piuttosto che un luogo di crescita culturale ed umana dei bambini e degli adolescenti.
Per affrontare la crisi dell’autorità genitoriale appare utile ragionare sui fondamenti della sua legittimazione. Non sembra sufficiente appellarsi alla familgia quale struttura fondamentale per l’ecologia umana. Occorre approfondire il senso profondo di tale affermazione, scoprendo i punti nevralgici delle relazioni tra i generi e tra le generazioni, esplorando la difficoltà e la gioia di costruirle e ricostruirle nel corso della vita personale, di coppia, di figli e di genitori. L’autorità è riconoscibile se è fondata. Oggi sono proprio quei fondamenti teoricamente esatti e coerenti, ma che sperimentano la debolezza nella fragilità della vita, a renderla priva di autorevolezza.
Infine, per comprendere i limiti di oggi dell’azione educativa dell’associazionismo e delle comunità ecclesiali bisognerebbe anche indagare anche sulle ragioni della fatica delle persone e, in particolare, dei giovani a partecipare, a sentirsi coinvolti, a costruire legami. Occorrerebbe interrogarsi sui bisogni di senso e sulle origini delle ferite di ognuno per poi immaginare modalità nuove di farsi prossimo

46^ Settimana sociale: educare
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.096
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 3.081
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