8 aprile Giornata internazionale dei Rom e Sinti

Sarà difficile quest’anno ricordarsi della Giornata internazionale dei Rom e Sinti perché coincide con la Pasqua.
Ricorre in questo giorno perché l’8 aprile del 1971 si riunì a Londra il primo Congresso internazionale del popolo rom che dette vita all’ International Romani Union (IRU), organismo riconosciuto dal Consiglio economico e sociale dell’ONU.

Negli ultimi tempi l’Italia su questo tema ha preso iniziative (anche legislative) che hanno ferito profondamente il popolo Rom e che hanno fatto regredire la nostra società nel rispetto dei diritti umani.
Nel 2007 si avviarono i cosidetti “patti per la sicurezza” e il 28 maggio del 2008 il Governo dichiarò lo stato d’emergenza in relazione agli insedimenti delle comunità – genericamente quanto impropriamente – definite “nomadi” nelle regioni Lombardia, Campania e Lazio, alle quali si aggiunsero poi  Piemonte e Veneto. L’emergenza venne prorogata sino al 31 dicembre 2011.
Tale regime ha comportato poteri straordinari ai Prefetti e la sospensione di alcuniu elementari diritti solitamente riconosiuti ai cittadini nei confronti di provvedimenti della Pubblica Amministrazione. In questo modo abbiamo assistito soprattutto a sgomberi che, in cambio di facili consensi elettorali, hanno finito solo per rendere la vita difficile a queste minoranze e certamente non hanno risolto gli antichi problemi della nostra società.

Senonché, ultimamente registriamo qualche segnale in controtendenza.
Il 16 novembre 2011 il Consiglio di Stato ha dichiarato illegittimo il decreto che instaurava l’emergenza nomadi. Inoltre – dopo tanti richiami all’Italia da parte delle associazioni e degli organismi internazionali – il Governo messo la lavoro il Tavolo interministeriale permanente sulle comunità Rom, Sinti e camminanti il quale, alla fine di febbraio di quest’anno, ha varato un documento di particolare importanza, la “Strategia nazionale d’inclusione dei Rom, Sinti e camminanti 2012-2020″.

Il documento – visibile sul sito dell’UNAR (http://www.unar.it/) – prevede, per i primi due anni, interventi per «aumentare la capacity-building istituzionale e della società civile per l’inclusione sociale dei rom, sinti e caminanti» attraverso l’attivazione di «Piani locali per l’inclusione sociale delle comunità». La strategia si dovrebbe sviluppare su quattro linee principali: istruzione, lavoro, salute, alloggio.
Si vorrebbero accrescere le opportunità formative, dalla prima scolarizzazione all’università, alla formazione professionale.  Si pensa di favorire lo sviluppo di attività imprenditoriali autonome e percorsi di inserimento specifici per donne e giovani under 35. Per rendere effettivo l’accesso ai servizi socio-sanitari si pensa all’ausilio di mediatori culturali. Per l’alloggio si indica come priorità quella di «aumentare l’accesso ad un ampio ventaglio di soluzioni abitative in un’ottica partecipativa di superamento definitivo di logiche emergenziali e di grandi insediamenti monoetnici e nel rispetto delle opportunità locali, dell’unità familiare e di una strategia fondata sull’equa dislocazione».
Buone premesse alle quali però deve seguire – subito dopo Pasqua – un rinnovato impegno da parte di tutti.

8 aprile Giornata internazionale dei Rom e Sinti
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR