A che punto siamo con la Ttf?

Cerchiamo di rispondere alla domanda contenuta nel titolo. Ci siamo lasciati qualche settimana fa con il lancio del video a sostegno della campagna 005, ma nel frattempo importanti avvenimenti sono accaduti.

L’evento di maggiore risonanza sulla Ttf (Tassa sulle transazioni finanziarie) è stato lo svolgimento dellEcofin all’inizio di maggio. La discussione sulla tassa era in agenda e alte erano le aspettative.

Come noto (nel sito è stato pubblicato nei giorni scorsi un tempestivo intervento di Stefano Tassinari in merito), queste ultime sono state parzialmente deluse: a Bruxelles, dove si svolgeva il vertice, c’è stato sì l’annuncio degli 11 paesi della cooperazione rafforzata del primo accordo politico raggiunto sulla Ttf continentale, ma tale accordo risulta abbastanza limitato.

Esso prevede: la formulazione legislativa del primo step della Ttf entro la fine dell’anno (cioè presumibilmente entro la fine del semestre italiano della presidenza di turno dell’Ue); con il primo step si intendono includere nella base imponibile le azioni e “alcuni derivati”; la Ttf definita nel primo step verrà implementata entro il 1° gennaio del 2016; particolare attenzione verrà rivolta agli impatti della Ttf onde evitare, in particolare, ricadute sui paesi non partecipanti alla cooperazione rafforzata; i paesi della cooperazione rafforzata che intendano estendere la Ttf ad altri prodotti finanziari (o che hanno già tasse nazionali che colpiscono una base imponibile più ampia di quella concordata) possono farlo.

Le perplessità restano molte: ad esempio, non è affatto scontato che tutti i derivati su azioni saranno intercettati dalla misura; non si sa con certezza quali saranno i principi di applicazione della tassa; l’applicazione graduale della tassa era prevedibile, ma la mancanza di tempi certi e stabiliti non è un buon segnale e forse si deve al fatto che la base imponibile totale non sia stata identificata; inoltre, nessun accenno è stato fatto alla destinazione del gettito. In generale il dissenso e le critiche da parte degli “altri 28”, che non fanno parte della cooperazione rafforzata, restano forti e in questa luce il semestre di presidenza italiana dell’Unione assume una grande rilevanza per le sorti della Ttf.

Nel corso dell’Ecofin subito dopo la chiusura dei lavori le campagne nazionali hanno fatto sentire la propria voce, anche a mezzo comunicato stampa, ma l’azione di diffusione e sostegno si è espressa anche attraverso l’interlocuzione ad alto livello realizzata nell’ultimo mese per sostenere l’introduzione di una tassa di elevato profilo e chiarire la destinazione del gettito (su tale questione le Campagne europee hanno messo a punto un testo).

Il 15 aprile scorso una delegazione europea si è recata all’incontro con mons. Toso del Pontificio consiglio Giustizia e pace (Pcgp). Il riscontro è stato ampiamente positivo: si è avviato un positivo confronto con un interlocutore molto ricettivo ed attento all’importanza dell’introduzione della Ttf come primo passo per avviare una più ampia riforma della finanza.

Il Pcgp si è reso disponibile a sollecitare la conferenza episcopale europea e le commissioni nazionali “Giustizia e pace” per un supporto alle istanze promosse dalle nostre campagne. Mons. Toso ha chiesto anche di avere dalla campagna documenti aggiuntivi per aggiornarsi sui progressi del negoziato europeo sulla Ttf.

A livello nazionale, il 23 aprile si è svolto l’incontro tra una delegazione della campagna 005 e i rappresentanti del ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef). Si è riscontrato un clima positivo soprattutto nella disponibilità al confronto. Le principali questioni emerse riguardano la consapevolezza del Mef circa l’importanza di giungere ad un accordo definitivo sulla Ttf entro la fine del mandato della presidenza italiana: a tal riguardo pare che al dossier verrà data priorità.

L’intenzione del Mef è quella di mantenere il negoziato sulla Ttf sempre trasparente ed aperto a tutti i 28 stati membri, allo scopo di riuscire a ottenere l’adesione anche di altri Paesi. Inoltre dall’interlocuzione col Mef sembra che l’Italia sia disposta a includere nella tassa europea più classi di derivati rispetto alla Ttf nazionale ma non transige sull’esclusione dei titoli di Stato.

Il 24 aprile un’altra delegazione della campagna nazionale si è recata all’incontro con Filippo Taddei, responsabile Economia della segreteria del Pd, che è stato nel complesso deludente.

Ne è, infatti, emerso un sostanziale non posizionamento del Pd in merito e un atteggiamento di Taddei piuttosto scettico sulla Ttf, che considera una misura inefficace e forse dissuasiva rispetto ai capitali e agli investimenti stranieri che a suo parere l’Italia ha bisogno di attrarre. Assai maggiore disponibilità ha mostrato verso gli altri pilastri della campagna, come la separazione fra banche commerciali e banche di investimento e il tetto sugli stipendi ai manager.

Sebbene gli incontri più recenti non abbiano fornito elementi incoraggianti, ogni tanto lungo la strada si trovano preziosi alleati: è il caso della dichiarazione pubblica diffusa appena qualche giorno fa da sette vescovi di paesi appartenenti al gruppo della cooperazione rafforzata (tra questi anche il vescovo di Agrigento, mons. Francesco Montenegro), i quali affermano un forte e convinto sostegno alle campagne della società civile che si battono per l’introduzione della Ttf.

La dichiarazione dei leader cattolici europei è rivolta ai decision makers dell’Unione e richiama con forza la loro responsabilità nel varare una tassa di alto profilo, in grado di contribuire a una più ampia redistribuzione e giustizia sociale, resistendo alle pressioni provenienti da chi ha tutto l’interesse all’introduzione di una versione meno incisiva della tassa.

Rinfrancata da tali appoggi, la campagna continua a diffondere il proprio verbo e a cercare adesioni. Con l’occasione delle imminenti elezioni europee, a tutti i candidati è stato chiesto un esplicito impegno sui diversi pilastri della campagna 005. Le adesioni finora registrate sono consultabili sul sito della campagna 005.

Sul fronte dell’interlocuzione politica si intende anche procedere in sede parlamentare allo scopo di sondare il posizionamento italiano nel negoziato con particolare riguardo alla tassazione dei derivati, ai principi di applicazione della Ttf europea, alle fasi di implementazione della misura, all’allocazione del gettito, agli obiettivi del semestre italiano di presidenza dell’Ue.

005 vuole inoltre contattare di nuovo il ministro Mogherini per sollecitarla a esercitare un ruolo attivo in questa partita. Gli altri ministri europei per lo Sviluppo saranno contattati dalle rispettive campagne nazionali.

Nel frattempo prosegue la raccolta firme nell’ambito della petizione a sostegno della Ttf e la partecipazione a incontri pubblici su tutto il territorio nazionale per promuovere gli obiettivi della campagna. Petizione ed incontri ai quali ogni cittadino può prendere parte.

Non c’è che da attivarsi ed attendere la prossima puntata!

A che punto siamo con la Ttf?
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR