A Nuoro il calcio libera tutti

Fiiiiiii! Anche quest’anno, l’arbitro ha fischiato il calcio di inizio e a Nuoro è ripartito, per il terzo anno di seguito, il torneo di calcio a sette “Liberi nello sport” promosso dall’associazione dilettantistica Olimpiakos affiliata all’Usacli di Nuoro insieme al carcere di Badu e carros a favore dei detenuti.

Il torneo, iniziato il 12 ottobre, prevede la partecipazione di due squadre di reclusi e di 10 squadre cittadine per un totale di 110 atleti esterni che una volta a settimana entrano in carcere per giocare una partita con i gli ospiti della casa circondariale.
Al progetto partecipano infatti 16 giocatori scelti tra i reclusi di Alta sicurezza e 12 tra i detenuti comuni in rappresentanza dei 189 abitanti del carcere nuorese, fra cui 13 donne. La sezione di alta sicurezza 1 ospita 25 uomini e nella sezione di alta sicurezza 3 sono 66. (Dati di Rita Bernardini, interrogazione parlamentare del 14 maggio 2012)

Come per i campionati di serie A, non mancano gli sponsor: maglie e palloni vengono da ditte nuoresi, l’Us Acli ha messo a disposizione il preparatore atletico, la Figc l’arbitro delle partite e la palestra è stata attrezzata dal Coni di Nuoro. Per i campi, invece ci hanno pensato la casa circondariale e una parrocchia: i detenuti giocano sempre in casa sul campo di calcetto in terra battuta, le altre squadre si affrontano invece sul campo in erba sintetica della chiesa Beata Maria Gabriella.
“Abbiamo scelto questa parrocchia – racconta Rosa – perché è particolarmente vicina alle problematiche del carcere. Da diversi anni ha infatti realizzato una struttura, una specie di ostello, che ospita i familiari dei detenuti in visita ai loro cari a Nuoro”.

“L’iniziativa – ricorda il dirigente dell'Us Acli – è nata un po’ per caso: la città e le istituzioni non volevano solo un carcere di massima sicurezza ma anche un luogo rieducativo per le persone. Come Us Acli abbiamo raccolto la sfida lanciando nel 2011 un triangolare di calcio tra avvocati di Nuoro e di Sassari e detenuti che col tempo si è trasformato in un torneo vero e proprio. All'inizio giocavano solo i detenuti comuni, poi col tempo siamo riusciti a far giocare anche i detenuti di Alta sicurezza. Dopo la prima edizione abbiamo avuto tutte le porte aperte, nessuno ha fatto difficoltà”.

Rispetto alle precedenti edizioni, quest’anno è prevista una novità: la creazione di una redazione sportiva tra gli atleti reclusi. “L’obiettivo – spiega ancora Salvatore Rosa – è di pubblicare ogni settimana un bollettino con i risultati delle partite, la telecronaca, le vignette, la classifica e le foto delle giornate”.
Le penne dei cronisti sono pronte a commentare ogni momento, ma come sempre, il momento più atteso, è la finale che si svolgerà dopo 24 incontri di andata e ritorno, a dicembre all'interno del carcere per dare anche ai detenuti la possibilità di assistere e forse di vincere.

Oltre alle partite vere e proprie, il progetto prevede una fase preparatoria di allenamento individuale con gli attrezzi presenti nella casa circondariale e un periodo di allenamento sul campo da calcio. Una volta a settimana un tecnico dell’Us Acli entra in carcere  e per 120 minuti allena separatamente ciascuna squadra. “Detenuti comuni e alta sicurezza – precisa Rosa – non possono infatti stare insieme. Anzi i detenuti di alta sicurezza possono utilizzare il campetto da calcio solo grazie a questo progetto. Altrimenti, il campo è riservato ai detenuti comuni. Il calcio è l’unica attività sportiva che c’è  dentro Badu ‘carros ed è un momento di sfogo per i detenuti che ci ringraziano sempre per il nostro lavoro”.

Ma come sono individuati i giocatori reclusi? “Quando lanciamo il progetto – spiega Salvatore Rosa – i detenuti aderiscono volontariamente, la decisione ultima, però, spetta alla direzione carceraria che sceglie fra quelli che hanno i requisiti”.

Il percorso, proprio perché coinvolge il carcere, richiede alcuni mesi di preparazione: “In genere – spiega il dirigente dell'Us Acli nuorese – iniziamo a luglio con una prima riunione alla quale partecipa il direttore, la polizia penitenziaria e gli educatori. Poi sono previsti una serie di incontri organizzativi, richiediamo i permessi per gli atleti al magistrato di sorveglianza, che è sempre molto veloce nel concederli, e infine incontriamo in carcere i rappresentanti delle squadre esterne e le due squadre di reclusi per annunciare ufficialmente la data di inizio del torneo”.

Insieme al torneo di calcio riservato ai reclusi, quest’anno ripartirà anche il corso di ginnastica di mantenimento per le detenute e che si concluderà con un saggio.
“L’importante – conclude Rosa – è dare continuità ai progetti perché altrimenti non servono. A gennaio la nostra animazione proseguirà con un torneo di calcio balilla aperto alla cittadinanza e ai detenuti e stiamo preparando anche dei tornei di scacchi e dama”.

L’obiettivo è sempre lo stesso: trasformare il carcere in luogo educativo e migliorare nello stesso tempo il rapporto tra Nuoro e la casa di reclusione.

A Nuoro il calcio libera tutti
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Fonte UNHCR
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