A Venezia, non sprecare è uno spettacolo

Come proporre a piccoli cittadini del futuro alcune semplici attenzioni per non sprecare il cibo e le risorse di cui godiamo, spesso senza piena consapevolezza?

Le Acli di Venezia, in collaborazione con la compagnia teatrale ‘Gesti per niente’ hanno promosso e realizzato uno spettacolo interattivo – tra didattica e gioco – con i bambini delle scuole primarie della provincia per sensibilizzarli al riciclo e al recupero degli avanzi di cibo. Lo spettacolo si chiama Manuale delle buone maniere ed è stato pensato anche in vista dell’appuntamento dell’Expo 2015 che ruoterà intorno al tema “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”.

Il progetto è partito valorizzando la passione e l’arte teatrale di due volontarie del servizio civile, diplomate alla Accademia teatrale veneta di Venezia, e utilizzando i fondi del 5×1000 destinati alle Acli. “Tutto è cominciato – spiega Paolo Grigolato, vicepresidente delle Acli di Venezia – dalla provocazione lanciata dal Patriarca Francesco Moraglia nel marzo 2014, quando lo abbiamo incontrato all’inaugurazione di una nostra mostra fotografica a Marghera sul rapporto tra uomo e ambiente. Allora ci aveva detto: ‘A casa mia non si sprecava nemmeno un chicco di riso nei piatti’. E questo ci ha fatto mettere in moto”.

Le prime rappresentazioni in programma sono state le scuole di Salzano, Torre di Mosto, San Michele al Tagliamento. Ma le richieste si sono presto moltiplicate fino a coinvolgere 50 classi per un totale di circa 1.000 bambini raggiunti: “Alla fine del servizio civile vorremmo continuare– dice Claudia Bellemo, volontaria delle Acli e attrice professionista della compagnia ‘Gesti per niente’ – anche perché non siamo riuscite ad accontentare tutti!”. Sì, perché la storia messa in scena è semplice d effiecace e lo spettacolo piace. Spiega Claudia: “La protagonista è la termite Clarice che si è dovuta trasferire con la sua famiglia a causa del freddo prodotto dall’effetto serra. Clarice è accompagnata alcuni amici: Miss Water, Energy e Windy anch’essi colpiti dai forti cambiamenti climatici. Questi chiedono aiuto ai bambini mettendoli alla prova con dei giochi e informandoli che, con piccole attenzioni quotidiane, si può far tanto per aiutare la Terra”. Alla fine del percorso ogni gruppo riceve un vaso, dell’acqua e della terra. E viene consegnato il seme di una piantina che la classe potrà tenere come ricordo.

C’è anche un regalo per i genitori: a ciascun bambino viene donato un kit antispreco, composto da un eco-contenitore ed altri accessori, insieme all’invito ad avere il coraggio, per esempio, di chiedere al ristorante di poter portare a casa il piatto non finito. “Abbiamo voluto acquistare – spiega Paolo Grigolato – uno stock di questi materiali. E dopo l’esperienza nelle scuole vorremo proporli alle sagre, in primis le sagre parrocchiali. Anche se non è facile chiedere di investire in materiali biodegradabili e soprattutto in questo tipo di comportamenti inusuali. L’impressione è che questa crisi c’ha colpito duro, ma continuiamo a vivere secondo certi standard: la gente si vergogna a conservare e portare via il cibo, cosa che una volta era normale. Se pensiamo che il mercato chiede ai reparti di gastronomia della grande distribuzione di garantire al cliente di trovare alle 20, vicino alla chiusura, almeno tre primi piatti… Confido anche nelle parole di papa Francesco, che siano un modello di comportamento contro la cultura dello scarto”. 

Questa sensibilità delle Acli di Venezia sembra essere un elemento comune in Veneto. Qualche giorno fa, le Acli di Padova e di Rovigo hanno presentato infatti i risultati del progetto di economia solidale “Rete solida”: mettendo a regime il modello avviato dall’esperienza del Last minute market dell’Università di Bologna, “Rete Solida” si occupa proprio di recuperare e riutilizzare i beni invenduti dalla grande distribuzione organizzata.

Secondo i dati di Last minute market, in Italia si produce troppo e si spreca ancora di più: mediamente in un anno quasi il 3% della produzione agricola rimane in campo, ossia l’equivalente di circa 1,2 milioni di tonnellate di prodotto agricolo, mentre nell’industria agroalimentare lo spreco ammonta al 2,6%, per un totale di circa 2 milioni di tonnellate di prodotti alimentari. Situazione critica anche per la grande distribuzione, se si pensa che nei centri agroalimentari all’ingrosso ogni anno una percentuale che varia dall’1 all’1,2%  viene gestita come rifiuto (circa 118.317 tonnellate), mentre il canale distributivo perde circa 270.776 tonnellate.

Numeri grandi tanto quanto quella vergogna di riutilizzare oggetti e alimenti segnalata da Grigolato. Potrebbe essere un tema su cui lavorare con il teatro, per crescere in consapevolezza anche i più grandi? “La nostra intenzione – dice Claudia Bellemo – è partire da questa esperienza nelle scuole per progettare uno spettacolo vero e proprio, più completo, per ragazzi e adulti. E sì, si potrebbe lavorare bene sul tema della vergogna”. La sfida è non produrre solo sensi di colpa che poi però fanno restare paralizzati; ma quel senso di responsabilità che genera comportamenti costruttivi. “Ci chiamiamo ‘Gesti per niente’ per via del titolo di un’opera del drammaturgo spagnolo José Sanchis Sinisterra. L’abbiamo trovato abbastanza ironico: gesti per niente come dire fare cose assolutamente inutili. Per noi è un po’ come appendere al muro una foto di qualcuno che non vuoi diventare. Ogni giorno te lo ricordi”.

A Venezia, non sprecare è uno spettacolo
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Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR