Abitare la storia nella crisi

Non c’è solo un modo per leggere il nostro tempo. Ce lo insegna la crisi che attraversiamo. Abitare la storia è la sfida che abbiamo di fronte. La complessità ci porta a vedere tanti livelli diversi e intrecciati. Con i Seminari in preparazione all’Incontro nazionale di Studi proponiamo alcune coordinate per comprendere il nostro tempo. Il livello globale ci indica l’esposizione delle varie economie nazionali alle evoluzioni della finanza virtuale. Come ci porta  a comprendere la prossimità planetaria: i flussi migratori; gli effetti sui nostri standard di vita della crescita dei paesi emergenti i BRIC (Brasile, Russia, India, Cina); i movimenti popolari dell’Area Mediterranea, che incidono sulla nostra cultura sfidano la coniugazione tra democrazia e fede, tra libertà religiosa e fondamentalismo…Il livello storico ci porta a considerare la cirsi un momento di transizione forte. Ci richiede un cambio di mentalità. Abbiamo bisogno di adottare nuove forme di pensiero con le quali leggere la nostra vita e la vita delle nostre comunità. Il livello identitario tocca la coscienza di ognuno di noi come la vita associativa, le comunità locali come gli Stati nazionali. Al nostro vivere sociale viene chiesto di guardare al futuro per riscoprire differenti modi di curare le relazioni, di sostenre legami e rapporti tra le persone, di legittimare decisioni, di combinare informazione e comunicazione.Alla stessa democrazia è chiesto un salto di qualità.Gli interrogativi sono molti:

Quali forme partecipative?
Quali modalità di governance tra Europa, Stato, regioni e comuni?
Quali forme efficaci di rappresentanza?
Quali garanzie per il ricambio della classe dirigente?

Per Abitare la storia occorre ritrovare noi stessi. Così potremo aprirci e metterci in gioco per il Paese.In Documenti correlati, la presentazione del percorso e il programma del primo Seminario, Bergamo 22-23 febbraio 2013. 

Abitare la storia nella crisi
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR