Acconto Tasi rinviato se manca l’aliquota

Oltre ad essere possessore di un’abitazione principale, posseggo altri due immobili non locati in un altro comune. In questi giorni non sono ancora riuscito a capire se e quando dovrò pagare l’Imu e la Tasi. Potreste darmi qualche spiegazione in merito?

Il versamento Imu/Tasi dipende dalla tipologia di immobile, mentre per quanto riguarda la scadenza dipende dalla delibera del Comune.

Un punto della domanda riguarda le imposte da pagare. Ebbene, con l’avvento delle Iuc, Imposta unica comunale costituita da Imu, Tasi e Tari, le abitazioni principali, che nel 2012 erano soggette a Imu e nel 2013 ne sono state esentate (salvo applicazione della mini Imu), da quest’anno non dovranno più pagarla. Pagheranno invece la Tasi (di fatto sostitutiva dell’Imu) sui servizi indivisibili dei Comuni (quali ad esempio l’illuminazione e la manutenzione delle strade) e la Tari sulla raccolta rifiuti (che però verrà calcolata dai Comuni con bollettino precompilato inviato a casa).

Viceversa, tutti gli altri immobili diversi dall’abitazione principale, come appunto le seconde case vuote o locate, saranno soggetti a tutte e tre le componenti della Iuc, considerando però che in questi casi la Tasi potrebbe anche essere pari a zero, in quanto il versamento di Tasi + Imu non può scavallare l’aliquota del 10,6 per mille (cioè il massimo previsto dalla sola Imu negli anni scorsi) oppure dell’11,4 per mille, qualora il Comune scegliesse di adottare la maggiorazione dello 0,8 per mille introdotta dal decreto Salva Roma-ter.

Se quindi in un dato Comune gli immobili non prima casa si trovano con una Tasi pari a zero, vuol dire che l’Imu su quegli stessi immobili potrebbe aver già raggiunto il livello del 10,6 per mille e che sulle abitazioni principali l’aliquota Tasi potrebbe essere stata maggiorata dal 2,5 per mille al 3,3 per mille (2,5 + 0,8).

Il secondo aspetto da chiarire riguarda le scadenze, che in buona sostanza – anche per la Tasi – sono restate quelle ordinarie dell’Imu, vale a dire il 16 giugno per l’acconto e il 16 dicembre per il saldo. Ora, se queste date sono certe per il versamento dell’Imu sugli immobili non prima casa (acconto con aliquote 2013 se il Comune non ha ancora deliberato quelle del 2014), altrettanto non si può dire per la Tasi. Ed è proprio qui che entrano in gioco le proroghe.

In effetti, per assicurarsi il versamento dell’acconto Tasi entro il 16 giugno, bisognava che i Comuni deliberassero le aliquote del 2014 entro il 23 maggio, facendosele poi pubblicare entro il 31 sul sito del Dipartimento delle Finanze.

In assenza quindi della delibera, va dato per certo che le abitazioni principali (esenti Imu) pagheranno la Tasi in un’unica soluzione direttamente a saldo, entro il 16 dicembre, mentre le seconde abitazioni, e tutti gli altri immobili non prima casa, posticiperanno il pagamento dell’acconto da giugno a settembre (oppure a ottobre), andando poi a saldo entro dicembre. Di conseguenza la proroga di cui si sta parlando in questi giorni, sulla quale non è stata ancora ufficializzata la data (all’inizio si era parlato di settembre, poi Renzi è intervenuto con decisione dando per certo lo slittamento al 16 ottobre), riguarda esclusivamente gli immobili diversi dalle abitazioni principali, visto che su queste ultime, in mancanza di aliquota, il rinvio a dicembre è già previsto dalla legge (Salva Roma-Ter).

 

Per informazioni: www.caf.acli.it

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