Achille Grandi: un richiamo ad essere cittadini responsabili

Il 19 ottobre le Acli di Como e nazionali, in collaborazione con Cgil, Cisl e Uil e con la Fondazione Achille Grandi per il Bene comune, hanno dedicato un convegno ad Achille Grandi che, nato 130 anni fa da una famiglia operaia, non ha mai tradito le sue origini, arricchendo in modo peculiare il cattolicesimo democratico ed il movimento sindacale.
Per l’occasione, le Acli e la Cisl di Como hanno realizzato un volume a carattere bibliografico e documentale, Parole nella storia. Nel ricordo di Achille Grandi. Il volume, a cura di Giorgio Cavalleri e Renzo Salvi, è un’occasione per riflettere sulla figura di Grandi che, da giovanissimo tipografo autodidatta a Padre costituente, ha attraversato le complesse vicende della prima metà del XX secolo, battendosi per cambiare la società italiana con coerenza e coraggio.
Prendendo avvio da una ricognizione della notevole bibliografia che ne ha accompagnato la vita, questa nuova opera di oltre 300 titoli è uno strumento agile e utile perché compone un mosaico di tutte le opere che studiano Achille Grandi, lo citano e che a lui fanno riferimento. Il repertorio bibliografico comprende anche dagli scritti di Achille Grandi di cui purtroppo sopravvive ben poco, salvo gli articoli, i comunicati sindacali e le lettere. In particolare, si ricordano quelle scritte al giovane amico sindacalista Amleto Barni, nelle quali insisteva su alcune questioni essenziali, come il rifiuto dell’impostazione neo-moderata di molti che si accostavano alla Democrazia cristiana e l’auspicio di un regime democratico e rinnovatore in campo sociale e politico. La pubblicazione prevede anche un repertorio radio-televisivo (trasmissioni su Achille Grandi), un repertorio cinematografico ed un repertorio fotografico (“Achille Grandi, il suo tempo, la memoria”) in parte inedito.
Il volume offre dunque l’opportunità di riscoprire la vicenda di Grandi che forse non è abbastanza conosciuta. Come ha osservato in occasione del convegno il presidente nazionale delle Acli e della Fondazione Achille Grandi per il Bene comune, Gianni Bottalico, esistono personaggi storici la cui biografia, per quanto avventurosa e complessa, è poco nota perché la linearità dei loro comportamenti, insieme alla scarsa propensione a parlare di sé, li rende talvolta come figure di passaggio, anche se a ben vedere hanno inciso fortemente sulla vita e sui destini di centinaia di migliaia di persone.
Il 130° anniversario della nascita di Achille Grandi, non rappresenta quindi solo un momento di commemorazione e di ricordo, ma è l’occasione per riflettere sui valori e sui modi concreti di praticare quei valori che hanno accompagnato la sua azione politica, sociale e sindacale. Riproporre oggi le soluzioni e le ipotesi che Grandi formulò nel periodo storico in cui visse sarebbe un’operazione evidentemente impossibile, ma è importante valutare quanto esse possano ancora sperimentarsi nell’esperienza concreta di un’epoca così diversa dalla sua.
Come ha sottolineato Walter Tobagi, in un convegno del ’76 per il trentesimo anniversario della scomparsa di Achille Grandi, nella sua lunga militanza politica e sindacale, anche quando si batte per modificare situazioni che gli appaiono inadeguate o inique, Grandi rimane un “gradualista” convinto, un autentico “riformatore”, animato dall’intima persuasione che il progresso è fatto di tanti passi in avanti, ora piccoli ora grandi. L’essenziale è che ci si muova realmente nel senso del progresso, anche quando si devono temporaneamente accettare arretramenti provvisori, imposti dalle condizioni del momento.
Proprio il richiamo alla cautela e alla mediazione, ma anche alla coerenza e al solidarismo di Grandi, ha sottolineato il presidente Bottalico, sono quanto mai attuali in questa fase in cui il Paese deve affrontare la peggiore crisi della sua storia repubblicana. Oggi, come allora, i cattolici democratici non solo sono chiamati a partecipare attivamente ad un processo di crescita sociale, di progresso e di democrazia, ma devono essere in prima fila per tenere vivi i principi a cui ci richiama la Dottrina sociale della Chiesa, affermando l’idea della politica come servizio per il bene comune. Difatti, o il filone del solidarismo cattolico, insieme ad altre tradizioni come quella sindacale ed operaia, dimostra di esser capace di parlare di dei diritti dei più deboli, oppure questi temi sono destinati ad essere semplicemente dimenticati, a sparire dall’agenda politica.
Il volume Parole nella storia. Nel ricordo di Achille Grandi e i materiali del convegno sono consultabili sul sito della Fondazione Achille Grandi per il Bene Comune.

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