Acquisto case ristrutturate e detrazione del 50%

Nel 2014 redigerò un preliminare per l’acquisto di un’abitazione ubicata all’interno di una vecchia villa completamente ristrutturata. Vorrei sapere se la detrazione per l’acquisto delle case ristrutturate è permessa solo se la vendita viene effettuata direttamente dall’impresa che ristruttura, oppure è ottenibile anche se il cittadino acquista l’immobile da una società che ha appaltato la ristrutturazione ad un’altra ditta.

In questo tipo di detrazione è richiesto che la ditta venditrice sia la stessa che effettua la ristrutturazione. Il bonus al 50% è infatti valido anche per l’acquisto di immobili ristrutturati, ma vi sono comunque dei requisiti da rispettare. Il primo prevede che l’acquisto sia relativo ad un immobile ad uso abitativo facente parte di un fabbricato interamente ristrutturato (cosa che in questo caso avviene).

Andando più nel dettaglio, quando si parla di “ristrutturazione” ci si riferisce agli interventi di recupero, restauro o risanamento conservativo definiti dall’articolo 3, lettere “c” e “d”, del Dpr 380/2001.

Relativamente al “restauro o risanamento conservativo” il Dpr in questione parla di “interventi edilizi rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che (…) ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili”.

Quanto invece al recupero edilizio, meglio noto come “ristrutturazione”, la legge individua “gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente”.

Il secondo importante requisito è quello relativo ai soggetti che effettuano la cessione dell’immobile e in particolare alle tempistiche con cui la stessa cessione avviene. Stando a quanto prescrive la legge è fondamentale che il soggetto venditore sia lo stesso che ha eseguito la ristrutturazione. In termini pratici, se la vendita viene effettuata da una società immobiliare che ha affidato la ristrutturazione a una ditta terza, la detrazione è da ritenersi nulla dal momento che questa si applica “nel caso di interventi riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che provvedono, entro 6 mesi dalla data del termine dei lavori, alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile”.

C’è infine da ricordare che anche questa detrazione, come le altre disciplinate dall’articolo 16-bis del Tuir, è stata aumentata dal 36% al 50% per effetto del Dl 83/2012, e che tale percentuale resterà valida sino al 31 dicembre 2014, abbassandosi (salvo ulteriori proroghe) al 40% per il solo anno d’imposta 2015 e tornando al livello ordinario del 36% dal 2016 in poi.

Oltretutto, a prescindere dal valore degli interventi eseguiti, la percentuale della detrazione viene applicata su un importo forfettario pari al 25% del prezzo di vendita o di assegnazione dell’immobile, a differenza invece di quanto avviene nel caso di una normale ristrutturazione dove l’importo massimo di spesa su cui calcolare lo sconto è fissato a 96.000 euro e tornerà a 48.000 euro dal 1° gennaio 2016.

 

Per informazioni: www.caf.acli.it

 

Acquisto case ristrutturate e detrazione del 50%
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Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
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