Al voto il Def 2015

Martedì 21 aprile si sono concluse, con l’intervento del ministro dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, le audizioni svolte, in seduta congiunta, dalle Commissioni Bilancio di Senato e Camera che hanno dato il via libera al Def 2015.

Il Documento di economia e finanza (Doc. LVII, n. 3), oggi al voto del Parlamento, è il principale strumento di programmazione dell’economia e della finanza pubblica italiana: definisce quali sono nell’arco di almeno un triennio gli obbiettivi della finanza pubblica, aggiorna le previsioni e illustra gli interventi necessari per raggiungere gli obbiettivi adottati dall’Italia per il rispetto del Patto di stabilità e crescita europeo.

Il Def è presentato alle Camere entro il 10 aprile di ciascun anno, per consentire al Parlamento di esprimersi sugli obiettivi programmatici di politica economica in tempo utile (entro il 30 aprile)  per l’invio al Consiglio dell’Unione europea e alla  commissione europea del Programma di stabilità e del programma nazionale di riforma contenuti nel Def.

Il documento si articola in tre parti: la prima in cui si espone lo schema del Programma di stabilità; la seconda, indica le regole generali sull’evoluzione della spesa delle amministrazioni pubbliche; la  terza, infine, riporta lo schema del Programma nazionale di riforma (Pnr) che, in coerenza con il Programma di stabilità, definisce gli interventi da adottare per il raggiungimento degli obiettivi nazionali di crescita, produttività, occupazione e sostenibilità delineati dalla nuova Strategia “Europa 2020”.

Per approfondimenti sulle modalità attraverso le quali, per il periodo 2015-2019, l’Italia intende proseguire nel risanamento dei conti pubblici e perseguire gli obiettivi di crescita e le politiche programmate nel Documento, anche sulla base degli indirizzi formulati dall’Unione europea, si rimanda al dossier del Servizio Bilancio Senato Camera.

Al voto il Def 2015
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
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