Amare la vita fino alla fine

Essere liberi di vivere è la vera libertà. Le Acli e il Manifesto “Liberi per vivere”.“Liberi per vivere, amare la vita fino alla fine”. Il titolo del Manifesto e della relativa campagna promossa nello scorso marzo dall’associazione Scienza & Vita, dal Forum delle associazioni familiari e da Retinopera, e sottoscritto anche dalle Acli, esprime con molta efficacia il senso di questa che è anzitutto un’operazione culturale popolare, di sensibilizzazione e coscientizzazione diffusa. Nel clamore mediatico che spesso si accompagna alle questioni della biopolitica, si finisce per privilegiare un approccio riduttivo, quando non strumentale o ideologico che non rende giustizia alla vita, che prima di essere un tema o un problema è una realtà nella quale siamo immersi.

Le considerazioni espresse dal Manifesto mettono in fila una serie di argomenti di disarmante semplicità. Per cominciare, l’amore per la vita è un’evidenza, vorremmo dire un’ovvietà che ispira ogni nostra azione quotidiana. Questo amore è presente anche, per non dire soprattutto, nelle condizioni più difficili di disagio, fragilità, malattia o disabilità. Si ama la vita nonostante tutto, perché è per vivere che siamo nati, pur nella sofferenza che offusca questo amore, o nella solitudine che non ce lo fa sperimentare concretamente attraverso gli altri. La semplicità di questa osservazione non ha bisogno di essere teoricamente sostenuta. Poggia sulla comune esperienza. In questo consiste il tratto distintivo del Manifesto e della campagna. Torna in primo piano un comune sentire che appartiene alle radici popolari della cultura della vita. A fronte di questo appare elitaria una libertà di “scegliere la buona morte” come un diritto individuale, da esercitare nobilmente. Questa visione rimette piuttosto in primo piano la sensatezza e la ragionevolezza di una battaglia per essere liberi di vivere, che è poi la vera libertà, fonte e premessa di tutte le altre. Libertà per, libertà con gli altri: perché è nella fitta rete di relazioni in cui viviamo che la nostra singola vita diventa significativa, anche nelle condizioni più drammatiche. La libertà di morire rompe questa rete e spezza la catena solidaristica che ci accomuna agli altri, che ci affida alla loro cura, che ci colloca nella reciprocità del dono e del riconoscimento. La fede nell’origine divina di questo dono si aggiunge a una visione laica e relazionale, svelandone la radice più profonda e trascendente. Ma considerare la vita, ogni vita, preziosa è in ogni caso un indicatore di umanesimo universale, al quale fare appello con coraggio e responsabilità, in un orizzonte di valori che sono fra l’altro ampiamente presenti nello spirito e nella lettera del nostro dettato costituzionale. È quello che fanno i firmatari di questo Manifesto, sottoscritto da un vasto raggio di associazioni, movimenti e realtà ecclesiali, rappresentativi dell’intero laicato cattolico italiano. La presenza delle Acli tra i firmatari sta a testimoniare come la nostra Associazione ravvisi nelle parole e nelle intenzioni di questa campagna una prossimità alla vita e alla dignità di chi la vive che da sempre accompagna la nostra azione sociale e il nostro impegno di laici credenti.
 

Amare la vita fino alla fine
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR