Annunciare il regno di Dio

Dopo essere tornato a Nazaret ed essersi meravigliato dell’incredulità dei suoi concittadini, Gesù manda i suoi discepoli a sperimentare cosa vuol dire annunciare il regno di Dio. Gli fa compiere un tirocinio formativo e pone loro alcune condizioni necessarie per svolgere questo compito.

Prima di tutto non devono essere soli, ma in coppia, per non subire la fatica della solitudine della missione. Occorre confrontarsi, confortarsi e sostenersi a vicenda davanti allo svolgimento dell’annuncio con le sue ombre e le sue gioie.

Inoltre, i discepoli devono andare per strada con mezzi sobri e vivere di quello che la gente che incontreranno gli darà per il loro sostentamento. Ai nostri occhi questo appare poco abituale, ma sta a significare che i discepoli confidano nel Signore e negli uomini e non sulle loro forze per vivere, così da testimoniare la gratuità della salvezza che viene da Dio.

Gesù chiede ai discepoli di non girare di casa in casa, in cerca della migliore ospitalità, ma di fermarsi con i primi che li accoglieranno, perché sono quelli più disponibili ad accogliere l’evangelo e sono capaci di fraternità vera. Inoltre essi non si devono fermare per troppo tempo in un villaggio, ma andare da un villaggio all’altro perché il vangelo sia annunciato a tutti.

In caso di non accoglienza non devono pronunciare condanne, ma semplicemente lasciare a coloro che non li hanno accolti anche la polvere dei piedi, per significare che non portano via niente da chi non li vuole accogliere.

I discepoli partono e compiono quattro azioni: proclamano la conversione, scacciano demoni, ungono con olio gli infermi e li guariscono. Sono le azioni che, simbolicamente, siamo chiamati tutti a compiere:

annunciare la conversione perché il regno di Dio si è fatto presente nella storia degli uomini nella persona di Gesù;

aiutare le persone a liberarsi dai demoni, cioè da ciò che divide il loro cuore, li divide in se stessi, e da ciò che li divide dagli altri fratelli. E’ un compito che nasce nello Spirito di Gesù e che si realizza in chi accoglie consapevolmente lo Spirito ricevuto nel battesimo, quasi sempre inconsapevolmente perché appena nato;

ungere con olio e guarire gli infermi, soprattutto nelle malattie dell’animo delle persone in questa modernità che spezza i legami sociali e, volendo ridurre la persona a consumatore, la riduce a individuo senza relazioni significative, ma votato solo al consumo non solo di oggetti, ma anche di relazioni;

riconnettere le persone alla loro origine è guarire il desiderio di vita di ciascuno, significa dare valore alla/e relazione/i che ci costituiscono come persone degne della vita.

 

12 luglio 2015 – XV Domenica Tempo Ordinario – Anno B

Marco 6,7-13

In quel tempo, 7 Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. 8 E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; 9 ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.

10 E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. 11 Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».

12Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

 

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Annunciare il regno di Dio
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR