Approvate alla Camera le riforme costituzionali

La Camera ha approvato, con 357 voti favorevoli e 125 contrari e 7 astenuti, il disegno di legge di riforma costituzionale che ora torna al Senato (C.2613-A e abb.). Se il Senato approva il disegno trasmesso, avrà inizio un secondo esame in cui non sono ammesse modifiche, ma solo il voto favorevole o il respingimento a maggioranza assoluta. Se la legge non è approvata con una maggiorana di almeno due terzi può essere sottoposta a referendum confermativo, per il quale non è previsto un quorum.

Le principali modifiche della Costituzione previste dal provvedimento riguardano il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione. In particolare il Ddl prevede:

il superamento del bicameralismo perfetto, per cui il parlamento continuerà a essere formato da Camera dei deputati e Senato della repubblica, ma i due organi avranno composizione e funzioni diverse. Il Senato eserciterà la propria funzione legislativa relativamente a: riforme costituzionali, leggi costituzionali, leggi elettorali degli enti locali e del Parlamento, ratifiche di trattati internazionali, leggi sui referendum popolari. In tutti gli altri casi potrà solo chiedere alla Camera la modifica delle leggi ordinarie. La Camera rimane l’unica Assemblea legislativa e vota la fiducia al governo.

È modificata la ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni e in casi d’interesse nazionale, su proposta del Governo, la Camera potrà approvare leggi di competenza regionale.

Cambiano i quorum per l’elezione del Capo dello Stato che verrà eletto dal Parlamento in seduta comune (630 deputati e 100 senatori, senza i rappresentanti regionali): per i primi tre scrutini occorre il voto dei due terzi dei componenti, dal quarto al settimo scrutinio la maggioranza dei tre quinti, dall’ottavo scrutinio sarà sufficiente la maggioranza assoluta.

I 15 giudici della Corte costituzionale saranno eletti dal Parlamento (5), dalla Camera (3) e dal Senato (2).

Cambiano le regole per la raccolta delle firme per il referendum abrogativo e per il raggiungimento del quorum (500.000 con un quorum di partecipazione del 50 per cento più uno degli aventi diritto; nel caso in cui si raccolgano almeno 800.000 firme il quorum si abbassa alla maggioranza dei votanti alle ultime elezioni nel caso). È introdotto il referendum propositivo o d’indirizzo e per le leggi di iniziativa popolari le firme necessarie passano da 50.000 a 150.000.

Il Governo, per i provvedimenti ritenuti essenziali per l’attuazione del programma, può chiedere alla Camera di votare tassativamente entro 60 giorni. Passato il termine il provvedimento sarà votato senza modifiche articolo per articolo e con votazione finale.

Soppressione del Cnel e delle province le cui funzioni sono state distribuite tra regioni, comuni, aree metropolitane e città metropolitane.

Per approfondimenti si rimanda al raffronto tra il testo vigente della Costituzione e le modifiche apportate dal Senato e dalla Camera in sede referente e in Assemblea e al Dossier di sintesi n.216/8 a cura del servizio Studi della Camera.

Approvate alla Camera le riforme costituzionali
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