Arezzo: La politica si schieri per l’acqua pubblica

26 aprile 2010 – Le Acli della provincia di Arezzo, in occasione dell’apertura della campagna referendaria per dire “no” alla privatizzazione dell’acqua, rivolgono un appello a tutte le forze politiche di centro, di destra e di sinistra, perché si schierino a favore del referendum.
“Intorno a questo tema – scrivono le Acli aretine – si è mobilitata la più vasta coalizione mai formata in Italia, con tante organizzazioni della società civile, movimenti, associazioni cattoliche e ambientaliste, del mondo sindacale e dell’informazione, con diversi partiti politici che hanno già appoggiato le richieste referendarie.Quella dell’acqua è una questione cruciale, soprattutto per i cittadini di Arezzo che potranno finalmente esprimersi sul modello di gestione del servizio idrico che dal 1999 è stato adottato nella nostra provincia”.
Per questo le Acli si rivolgono a tutte le forze politiche, e in particolare al Pdl e al Pd, “perché assumano una posizione chiara sul referendum”.
“Ricordiamo – sottolineano le Acli aretine – che il Pdl ha sempre criticato il modello di gestione del servizio idrico di Arezzo e proprio alla luce di ciò, molti cittadini e amministratori aderenti o simpatizzanti del Popolo delle Libertà si sono schierati con il Comitato referendario: il referendum è uno strumento straordinario per tradurre queste critiche in fatti concreti”.

“I vertici del Pd – aggiungono le Acli provinciali – hanno apprezzato il fatto che il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani e il segretario del Pd del Comune di Arezzo Marco Donati abbiano scelto di schierarsi a favore del referendum. Ma ora devono sciogliere un nodo fondamentale: come è possibile essere favorevoli alla privatizzazione dell’acqua ad Arezzo e pronunciarsi per il referendum contro la privatizzazione a livello nazionale? Il Pd della Provincia di Arezzo rompa gli indugi e si pronuncino senza riserve per la consultazione referendaria”.
Per le Acli, “l’acqua è un bene comune e non una merce; un diritto fondamentale che non può essere piegato ad interessi speculativi”.
“Anche papa Benedetto XVI – ricordano le Acli aretine – nell’enciclica “Caritas in Veritate”, parla ‘dell’accesso all’acqua come diritto universale di tutti gli esseri umani, senza distinzioni né discriminazioni’. Il referendum è una straordinaria occasione di partecipazione, un modo per riavvicinare i cittadini alla politica, a partire da un problema vero e vitale come quello dell’acqua”.

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