Arezzo: Politica italiana, degrado senza fine

5 ottobre 2010 – «La china di degrado che l’Italia ha imboccato sembra non conoscere soste» lo ha detto Enrico Fiori, presidente delle Acli provinciali di Arezzo commentando alcuni fatti di attualità. «Chi comanda – ha aggiunto il presidente Fiori – appare interessato più a sparare battute e insulti piuttosto che a governare alla luce del bene comune. In questi ultimi giorni la situazione è ulteriormente peggiorata: il ministro Bossi, rileggendo la sigla Spqr, ha detto che i romani sono dei porci; il senatore Ciarrapico ha definito Fini un traditore, come traditori sono gli ebrei; il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha rincarato la dose raccontando una barzelletta sugli ebrei e un’altra su Rosy Bindi, oramai vera e propria ossessione per il capo del governo, culminata in una bestemmia».

«Qualcuno pensa che il consenso popolare renda tutto lecito e autorizzi a stracciare ogni regola, perfino il buon senso. – ha continuato Fiori – Tutto ciò è evidente, ma c’è chi continua a non voler aprire gli occhi».«Stupisce – ha proseguito il presidente delle Acli aretine – che monsignor Fisichella si sia precipitato in soccorso del cavaliere. Si è detto che è fondamentale guardare al contesto. Giusto: per l’appunto una bestemmia pronunciata in una barzelletta per suscitare l’ilarità dei presenti è una cosa veramente indegna e riprovevole, come indegno e riprovevole è il tentativo di giustificare un atto così grave».«Questa politica che scambia le istituzioni per un osteria – ha concluso Enrico Fiori – e che ripropone vecchi e sbagliati luoghi comuni, come quelli su donne ed ebrei, non va più. Questo Paese non uscirà dalla crisi se non recuperando senso dello Stato, valore dello studio, un’alta eticità pubblica e privata».

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Fonte UNHCR
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