Aumentata la soglia dei tassi di usura sui mutui

Per adeguarsi ai nuovi criteri e alle nuove linee guida contenuti nel decreto legge “Sviluppo”, la Banca d’Italia ha fissato per questo terzo trimestre (luglio- agosto- settembre 2011) nuovi tetti massimi d’interesse sui mutui, innalzando così la soglia oltre la quale i tassi sono considerati usurai.

Si è trattato di un aumento significativo e pericoloso, che ha visto il tetto massimo per i mutui a tasso fisso innalzarsi fino al 10,4575%, partendo dalla soglia  dello scorso trimestre bloccata al 7,02%, e per i mutui con contratto a tasso variabile  passare dal 4,185% all’attuale 7,9875%.
Come evidenziato dal Centro tutela consumatori utenti (Ctcu), in queste condizioni il provvedimento si è configurato come una doppia minaccia per la società italiana.
In primo luogo esso ha amplificato l’instabilità economica delle famiglie italiane ereditata dalla persistente crisi. Con questi tassi, infatti, diminuisce il numero delle famiglie, che possono permettersi di accendere un mutuo per l’acquisto di una casa ed allo stesso tempo diviene sempre più difficoltoso per chi ne ha già attivato uno, mantenersi in regola con il pagamento delle rate. Da qui deriva, del resto, l’aumento del numero di creditori che chiede di poter rinegoziare i termini dell’accordo sottoscritto con l’ente bancario.
Ma, nello stesso tempo, la scelta di innalzare i tassi ha rischiato di configurarsi anche come un pericoloso scacco matto al concetto di legalità, intaccando infatti l’efficacia della legge antiusura del 1996, che, stabilendo dei tassi soglia differenziati per tipologia di prestiti, stabiliva appunto la sussistenza del reato.
Partendo, quindi, da un decreto legge che si proponeva di attuare provvedimenti a favore dello sviluppo del Paese si è finito invece per frenare lo sviluppo delle famiglie che di questo Paese sono il primo motore sociale ed economico.
La prova evidente dell’insita contraddizione tra l’intento da cui si era partiti e la realtà dei fatti sta nel successivo provvedimento del Governo, attuato a partire da luglio, contenuto sempre nel decreto legge “Sviluppo” come “disposizioni urgenti per l’economia” che, di fronte all’aumento dei tassi d’interesse deciso dalla Bce che andava a sommarsi a quello già attuato dalla Banca d’Italia per il terzo trimestre, è dovuto intervenire a favore delle famiglie a basso reddito con un mutuo a tasso variabile, garantendo loro di poter rinegoziare la rata, senza dover sostenere ulteriori costi aggiuntivi di norma previsti nella stipula del mutuo.

Aumentata la soglia dei tassi di usura sui mutui
close-modal
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR