Avvio riforme: centralità del Parlamento, apertura alla società civile

Il presidente delle Acli Gianni Bottalico avverte: sulla legge elettorale strappi e forzature possono far saltare riforme e governo

“L’avvio del percorso parlamentare per le riforme istituzionali e costituzionali rappresenta un nuovo risultato della politica di responsabilità nazionale indicata dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano, dopo vent’anni di scontro deleterio degli uni contro gli altri, proprio nel giorno in cui l’Europa ha decretato l’uscita dell’Italia dalla procedura d’infrazione, liberando delle risorse per il lavoro e lo sviluppo, ed all’indomani di un turno di amministrative parziali che ha registrato il minimo storico della partecipazione al voto”. E’ questo il commento di Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli all’avvio dell’iter per le riforme, dopo intervento alle Camere del Presidente del Consiglio Enrico Letta.
“Occorre saper apportare – prosegue Bottalico – le modifiche necessarie per snellire e rendere più efficaci le procedure decisionali, inclusa una coerente riforma della forma di governo, compatibile con il riconoscimento dell’attualità e della modernità del modello parlamentare. La riforma della seconda parte della Costituzione va intesa come un’operazione di rafforzamento dei principi della prima parte e non come un loro aggiramento.
Il percorso imbastito oggi per le riforme – conclude Bottalico – oltre a dover vedere una larga condivisione, innanzitutto tra le forze di governo ed il più possibile con le opposizioni, non dovrà mancare di aprirsi alle autonomie locali, ad ispirarsi al principio di sussidiarietà ed a recepire l’ampio pluralismo della società civile e delle molte voci delle realtà sociali, economiche e culturali presenti nel Paese. Anche la riforma della legge elettorale andrà inserita in un simile contesto senza strappi e forzature che possono mandare all’aria sia le riforme che il governo”.

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