Banchieri & compari

La crisi economica è scandita da bollettini statistici che ogni mese segnalano l’aumento della disoccupazione e il peggioramento della recessione; l’economia reale è in declino in tutta Europa e di fronte a questo dramma i governi hanno salvato le banche dando loro tanto denaro che però non è stato rimesso in circolo per finanziare la produzione, gli investimenti e le famiglie che hanno bisogno di un mutuo.
Quando è esplosa la bomba immobiliare negli Stati Uniti molti istituti di credito sono finiti in bancarotta e milioni di persone hanno perso la casa; poi, a seguito del fallimento della Lehman Brothers, la crisi si è estesa in Europa e tra i paesi più colpiti ci sono l’Italia, la Grecia e la Spagna. Particolare attenzione va posta sul fatto che sempre la povertà e l’aumento delle disuguaglianze rappresentano una minaccia per le democrazie perché costituiscono un terreno di coltura per tentazioni autoritarie.
Nel dicembre del 2011 la Banca Centrale Europea (Bce) ha prestato soldi per tre anni, a un tasso fisso dell’1 per cento, a tutte le banche d’Europa che lo richiedevano. Tale denaro a buon mercato avrebbe dovuto essere usato per favorire il credito alle imprese, rilanciare la produzione e far ripartire l’economia ma le banche hanno preferito o parcheggiarlo perché non si fidano a prestarlo, o hanno comprato titoli di Stato. Purtroppo questa operazione ha peggiorato i conti dello Stato perché su ogni emissione di nuovi titoli si pagano tassi molto alti mentre per le banche il prestito dalla Bce è un’occasione per fare speculazione finanziaria; anche le nostre banche, considerate “tra le più sicure d’Europa” sono tra le più colpite dalla crisi e imbottite di titoli di stato ad alto rischio
Gianni Dragoni, autore del libro, è inviato de Il Sole 24 ore e cura per il mensile IL la rubrica “Poteri deboli”.
Nel raccontare le speculazioni delle banche e gli artifici della finanza, la ragnatela di relazioni, i conflitti di interesse e i trucchi per aggirare il fisco, ci fa notare che a farne le spese sono i risparmiatori e i contribuenti perché la crisi della banche si ripercuote anche sul debito pubblico.

Gianni Dragoni Banchieri & compariChiarelettere, Milano, 2012pp.154, euro 15.00
 

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