Bolletta non mi fai paura

E se mi dicono di no, io come faccio?”. Deve essere stato questo il pensiero della signora Francesca, storia vera e nome inventato, quando si è avvicinata alle Acli di Gorizia per chiedere un aiuto economico e tornare a scaldarsi. Da un mese infatti Francesca stava al freddo, 0 gradi fuori casa e 6 dentro, perché le avevano staccato la corrente per una bolletta non pagata.

Fattura utenza 1.119 euro, spese legali 1.871 euro. Totale quasi 3.000 euro che la donna, 53 anni, vedova e con un piccolo lavoro da 80 euro a settimana non sapeva proprio come trovare.

“E pensare – ricorda Francesca – che fino a luglio 2013 non ero mai stata proprietaria di contatori. Prima vivevo con mio marito e lui era intestatario di tutte le utenze. La società elettrica mi ha detto che avevo un debito risalente al 2004-2005 e mi ha fatto vedere una fotocopia della mia carta di identità: sotto c’era una firma che non era la mia e l’ho detto più volte ma non sono stata creduta. Non ho mai visto un documento che dimostrasse che io ero intestataria di quei contatori, in quel periodo e in quella zona di Gorizia. Forse sono vittima di uno sbaglio. Spero di venirne a capo e riuscire a farmi ridare i soldi anche se il mio problema è che non posso permettermi un legale”.

Le ha tentate tutte Francesca: “I servizi sociali non mi hanno ascoltato, l’azienda elettrica mi ha trattata da bugiarda, non sapevo più cosa fare. Poi una mia amica mi ha detto ‘Vai alle Acli, c’è una signora che ti può aiutare’”.

Poi la donna è arrivata alle Acli, o meglio, al negozio di autoricambi per auto, dove lavora Silvia Paoletti, presidente dell’associazione a livello provinciale, e tra fari, gomme e marmitte, ha chiesto aiuto.

“Prima di tutto – ricorda la Paoletti – ho contattato i servizi sociali del comune per capire qual era la situazione di questa signora, poi il Comune si è accollato parte della spesa, una parte l’ha pagata la Caritas e per una terza parte ha contribuito Francesca stessa”.

Da questo piccolo gesto è nata l’iniziativa “Adotta una bolletta” lanciata a inizio dicembre dalle Acli di Gorizia insieme alla Caritas diocesana per aiutare le famiglie che non ce la fanno a pagare le utenze ed evitare che cadano in povertà, o che abbiano la casa pignorata o che siano stritolate dagli usurai.

L’idea è semplice: le persone che hanno maggiori disponibilità economiche possono fare una donazione detraibile sul conto corrente messo a disposizione dalla Caritas. I soldi raccolti sosterranno le bollette di luce acqua o gas nelle situazioni più difficili.

“Le famiglie – spiega la presidente delle Acli isontine – non ce la fanno più. Non possono più fare da ammortizzatore sociale, il barile è stato raschiato fino in fondo e non c’è più nulla, non ci sono più risparmi per fare fronte alle emergenze. Negli ultimi 8 mesi abbiamo avuto un aumento del 20% delle famiglie bisognose che si sono rivolte alle Acli, fin’ora abbiamo aiutato un’ottantina di famiglie”.

“A beneficiare del contributo però – precisa la Paoletti – sono solo le famiglie che hanno veramente bisogno. Prima di aiutare le persone che si rivolgono a noi controlliamo l’Isee e la situazione debitoria, non aiutiamo chi gioca alle slot machine, in accordo con la campagna contro il gioco delle Acli: conosco tante persone, anche pensionate, che in due giorni si giocano tutto. E non aiutiamo i furbetti che si fingono poveri. Controlliamo che le persone non abbiano già un aiuto sociale per poter dividere le risorse equamente”.

In un mese, da dicembre a gennaio 2014, il conto corrente ha raccolto oltre 5 mila euro. Sarà perché a Natale sono tutti più buoni o per solidarietà o per il timore di dovere affrontare la stessa situazione, i donatori sono stati tanti.

Aurora Menon, pensionata statale, è uno di questi :“Ho contribuito perché l’iniziativa mi è sembrata buona. So che ci sono persone in difficoltà e come cattolica ho pensato che fosse giusto dare quello che potevo. Al momento la mia pensione mi permette di aiutare chi ha difficoltà a scaldarsi o a pagare la corrente”.

L’iniziativa nata dall’urgenza di un momento vuole dare un messaggio di speranza alla popolazione, e nello stesso tempo indicare una strada alla politica che per la Paoletti “deve impegnarsi concretamente per il bene comune, non con le chiacchiere. Molti politici locali hanno detto che avrebbero contribuito all’iniziativa, non vorrei che rimanessero solo parole. Come Acli possiamo essere una voce importante per difendere le famiglie, il lavoro, la speranza, possiamo fare da pungolo alla politica e spronarla ad agire.”

“La speranza conclude la presidente delle Acli di Gorizia – è che questa iniziativa sia adottata anche in altre province”.

Chi vuole, può contribuire con una donazione alla Caritas diocesana di Gorizia tramite Conto corrente postale o con bonifico bancario. La causale è “Adotta una bolletta”.
 

Per informazioni: AcliGorizia.com

Bolletta non mi fai paura
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