Bologna: Chi sono gli immigrati

Lavorano nelle case ma la loro è una scelta obbligata. Sembra questo uno dei risultati della ricerca “Immigrazione e lavoro” presentata dal Patronato Acli di Bologna l’8 luglio.

La ricerca, durata un anno e guidata dal sociologo Michele La Rosa, si proponeva di fornire un identikit degli utenti stranieri del Patronato Acli: nazionalità, lavoro, impiego nei paesi d’origine.

Su 290 intervistati, che corrispondono a circa il 10% degli utenti stranieri del Patronato Acli di Bologna, il 24,8% sono filippini, il 22,4% sono Moldavi e il 13,8% sono Ucraini. La quarta nazionalità è quella bengalese: l’8,6% proviene dal Bangladesh.

Nonostante il 22% possegga una laurea e il 39% un diploma di scuola superiore, il 57,6% degli intervistati è un lavoratore domestico. Nel proprio paese invece solo il 2,4% faceva questo lavoro: il 24,5% lavorava nei servizi privati, il 15,9% nella pubblica amministrazione e il 15,2% erano studenti.

Il lavoro domestico però per la maggior parte degli intervistati sembra una scelta obbligata: il 23,4% ha detto che è il lavoro più facile da trovare, per il 13,1% è l’unico lavoro che è stato proposto e il 6,9% non ha cercato altro. Tuttavia, per chi lavora nelle case degli italiani, il grado di soddisfazione è del 76,2%.

«Dobbiamo capire – è il commento di Filippo Diaco, presidente delle Acli di Bologna – che la vera integrazione passa anche dalla realizzazione professionale e personale, perché il vero capitale è l’uomo, la persona nella sua dignità di lavoratore. Ci auguriamo che i dati di questa ricerca, oltre a fornire un utile specchio della situazione del nostro territorio, aiutino a superare le tante paure e i pregiudizi dei nostri concittadini».

Bologna: Chi sono gli immigrati
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR