Bregantini: Vassallo, un eroe civile

Perugia, 9 settembre 2010 – Il sindaco di Pollica è un “eroe” della vita civile. Lo ha sottolineato mons. Giancarlo Bregantini, presidente della commissione Problemi sociali lavoro, giustizia e pace della Cei, nell’intervento rivolto agli aclisti presenti a Perugia per l’incontro nazionale di studi dell’associazione dal titolo “Italiani si diventa: unità, federalismo solidarietà” che si svolge dal 9 all’11 settembre 2010 nella città umbra. Mons. Bregantini, che non è potuto intervenire di persona, ha ricordato in testo la figura del sindaco ucciso nella notte del 5 settembre.“Angelo Vassallo, sindaco di Pollica” ha scritto Bregantini, è il “simbolo di tanti sindaci che nel Sud combattono con forza, ogni giorno, la dura battaglia della legalità, a rischio anche della vita. Sono spesso soli, in prima linea, su frontiere decisive per il Bene comune, come la battaglia per la raccolta differenziata, la lotta contro l’evasione fiscale, l’impegno contro la droga, le spiagge aperte ai disabili e la cura appassionata dei prodotti tipici, a cominciare dai frutti del mare”.“Se questi esempi – ha aggiunto il vescovo – non vengono adeguatamente sostenuti e non provocano un rinnovato impegno per la difesa dei valori dell’Unità nazionale, il sangue sparso si fa inutile. Se invece viene raccolto l’esempio, si sente che anche oggi, come ieri, la storia dell’unità italiana è fatta di gente coraggiosa, che ama la propria terra, lotta con coraggio e crede nel bene comune”.

Bregantini ha spiegato quindi che “Testimoniare il Vangelo per un’Italia solidale vuol dire educare”,  “vuol dire aumentare la logica dell’accoglienza e dell’ospitalità, che rischia di venir meno, davanti alle discutibili politiche di respingimenti in mare o allontanamento forzato dei Rom. La solidarietà evangelica ha logiche ben più grandi di quelle politiche”. “Solo se vengono coltivate queste frontiere – ha aggiunto Bregantini – è possibile educare i ragazzi a sconfiggere certi veleni pericolosissimi del leghismo, cioè di quella mentalità che esclude l’altro, nella difesa esasperata, della propria tipicità”.Sul lavoro Bregantini ha infine  detto che “Testimoniate il vangelo allora è impegnarsi, come associazioni, nella lotta contro la precarietà, specie giovanile”. La precarietà, han aggiunto il vescovo, “non va subita, ma combattuta, perché la precarietà della crisi possa diventare ulteriore occasione di fraterna ridistribuzione delle risorse”.

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