Brescia: Il cuneo fiscale non basta

“Dedichiamo la festa dei lavoratori di quest’anno a quanti si impegnano, nelle associa-zioni, in parlamento, nei partiti, nelle imprese, nei sindacati, nella scuola e nell’università, sul lavoro, nella società, per rendere il lavoro meno precario e più dignitoso e a quanti stanno vivendo la drammatica mancanza di lavoro o un lavoro precario e poco dignitoso”. Così le Acli di Brescia iniziano il documento della presidenza provinciale in vista del primo maggio.

Da qualche anno – si legge nel documento – la festa del lavoro e dei lavoratori è sempre più triste. Dall’inizio dello scoppio della crisi ogni anno è il peggiore; ogni anno si registra un record negativo nella disoccupazione. Oltre alla fatica di rimanere o entrare nel mondo del lavoro, si affianca la costante regressione delle tutele e della condizione generale dei lavoratori, come dimostrato, da ultimo, dai casi Electrolux e Nestlé.

È chiaro che il lavoro è sempre più sotto attacco, è evidente come il lavoro sia sempre più una variabile dipendente del sistema economico. Produttori e rivenditori si contendono sempre meno clienti, il che determina una concorrenza feroce, che si traduce in una continua tensione alla riduzione dei prezzi. Per averli sempre più bassi ed inseguire il profitto, si riducono i costi, in primis quello del lavoro.

Ci chiediamo se il problema sia la ribadita “assenza di flessibilità”: ci sembra che le imprese non assumano, o assumano meno, non tanto per i vincoli che si trovano ma, più semplicemente, perché l’economia è bloccata e di lavoro ce n’è poco.

Nel nostro Paese, a proposito dell’ennesima riforma del lavoro, si sta ponendo l’accento quasi esclusivamente sul versante delle regole e della tassazione, come ad esempio il cuneo fiscale. Certo, il nostro cuneo fiscale è uno dei fattori di svantaggio ma, se non si metterà mano anche ad altri fattori difficilmente torneremo ad avere crescita dal punto di vista occupazionale. La competitività di un sistema produttivo, però, non riguarda solo le norme o i salari, ma è garantita dalla maggior efficienza del sistema-Paese, che passa dal costo dell’energia, dall’efficienza della giustizia civile e della burocrazia, dai tempi dei pagamenti della pubblica amministrazione e tra imprese private, dal nodo del sistema bancario-creditizio, dal problema delle reti e infrastrutture – sia materiali che immateriali, pensiamo alla questione della banda larga – dal sistema della ricerca e innovazione, attraversando il sistema scolastico-universitario, per arrivare al nodo tassazione.

Crediamo che occorrano lavoro, attenzione e impegno costanti e quotidiani; servono nuove idee, è necessario uscire da un contesto e da un sistema economico che è sempre quello e che pare indiscutibile, con il duplice obiettivo di tornare adun lavoro buono e dignitoso e che questo sia possibile per il maggior numero – auspicabilmente sempre crescente – di persone”.

Brescia: Il cuneo fiscale non basta
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
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