Brescia: 80 euro. Le spese dei bresciani

Come spenderai gli 80 euro in più in busta paga? A questa domanda, posta dalle Acli di Brescia, hanno risposto 113 persone. I risultati dell’indagine mostrano che i bresciani sono più formiche che cicale. Obiettivo della mini ricerca verificare lo stato di necessità economica.

Dai dati appaiono due aspetti: da un lato le difficoltà dei Woriking poor (i lavoratori che continuano a impoverire) che utilizzeranno i soldi soprattutto per spese primarie (il 42,9%) e per spese vive come bollette (28,6%). Nessuno utilizzerà quei soldi per attività di svago.

Dall’altro lato, emerge l’orientamento al risparmio che si trova in tutti i ceti.
Sono soprattutto i più giovani (e in generale coloro che non hanno ancora “messo su famiglia”) a manifestare una buona propensione al risparmio: 1 under34 su 2 esprime questa preferenza.

Non mancano differenze di genere: le donne hanno idee più chiare rispetto agli uomini sulle necessità urgenti del proprio nucleo domestico. Il 19% degli uomini non attribuisce una finalità precisa al denaro, mentre solo il 3,3% delle donne è in imbarazzo nella scelta di spesa. Le donne, inoltre, risultano quelle più orientate al risparmio.

“Per molti – spiegano le Acli di Brescia – gli 80 euro rappresentano la possibilità di “tirare il fiato”, potendosi permettere una pizza con la famiglia o l’acquisto di vestiario per i propri figli o per sé. Per altri la cifra può rappresentare quel salvagente che permette di rimanere a galla in una situazione di crisi stagnante”.

Brescia: 80 euro. Le spese dei bresciani
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR