Brescia: A proposito di Libia

«Di fronte all’irrazionalità delle armi la politica internazionale riscopra il suo ruolo». Lo chiedono le Acli bresciane in una nota del 22 marzo 2011.L’associazione, che sta seguendo “con estrema preoccupazione i tragici avvenimenti in Libia” lamenta che “se veramente fosse stato a cuore il popolo schiacciato da un dittatore sanguinario e assetato di potere e denaro, ci si sarebbe preoccupati ben prima”.Al contrario, “Gheddafi è stato accolto con onori istituzionali imbarazzanti” e da anni i governanti italiani, ma non solo, lo trattano come “stretto amico”.

Per quanto “l’intervento militare per fermare la vendetta di Gheddafi era forse, a questo punto, quasi doveroso” – scrivono le Acli bresciane – ciò che emerge sono “le solite vecchie logiche: l’esclusivo affidamento all’irrazionalità delle armi e l’assoluto criterio delle convenienze economiche”.Le Acli terminano chiedono pertanto che “la politica internazionale riscopra il suo ruolo; che le Forze militari intervenute si limitino a colpire gli obiettivi che rendono innocua la repressione degli insorti, risparmiando i bombardamenti indiscriminati e dunque la popolazione civile; che il comando delle operazioni in Libia passi direttamente in capo all’Onu; che venga trovata una soluzione duratura e condivisa anche con i paesi dell’area mediterranea e mediorientale, in grado di garantire stabilità e democrazia per il popolo libico”.

Brescia: A proposito di Libia
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.096
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 3.081
Fonte UNHCR