Brescia: Acli, “con i profughi ognuno faccia la sua parte”

La micro accoglienza come possibile soluzione per l’ospitalità dei profughi.

Le Acli bresciane intervengono con una nota sui problemi organizzitivi che la comunità brecsiana sta incontrando per “far fronte all’ospitalità di un nuovo gruppo di profughi, che si aggiungono ai già presenti sul nostro territorio”.

“È una situazione che viene chiamata d’emergenza” sottolineano le Acli, che si chiedono “è davvero possibile che in tanti anni non si sia trovato un modo efficace per governare questo dramma?”. 

Di fronte all’ipotesi di “organizzare la concentrazione di significativi numeri di persone in grandi strutture”, le Acli bresciane suggeriscono un’altra soluzione: “Anzitutto, sul piano pratico, ci pare che le soluzioni migliori assumano la forma dei piccoli gruppi, della diffusione sistematica presso le comunità locali.

Le micro-accoglienze offrono molti vantaggi: permettono di gestire numeri assai ridotti (2-3 persone), di poter impiegare le persone in assistenza a lavori socialmente utili, di integrarle culturalmente senza particolari sforzi (gestione delle pulizie e del decoro urbano, verde pubblico, piccole manutenzioni ecc.). Attività di questo genere avrebbero anche la valenza di rendere concreta e visibile la restituzione di questo progetto a tutta la comunità.

Se ogni comunità ‘fa la sua parte’, si crea un patto sociale che garantisce la tranquillità dell’ordine e la possibilità di gestire positivamente una situazione che è per sua natura drammatica. In questo senso non solo i Comuni, ma le comunità, le parrocchie o altre forme associative possono rispondere a ciò che succede nel mondo e nel nostro territorio. Anche noi ci siamo già attivati da tempo in questa direzione, attraverso le strutture operative che abbiamo a disposizione. È evidente che prima di ogni discorso astratto, di ogni valore non negoziabile, di ogni provocazione intellettuale vi è la necessità di fare i conti con la nostra umanità”.

“I profughi sono gli scarti di questo mondo – chiude la nota – così come li definisce papa Francesco. Tocca anche alla ‘grande politica’ pensare a come dare un assetto al Mediterraneo, che sia di pace e di convivenza responsabile”.

Brescia: Acli, “con i profughi ognuno faccia la sua parte”
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR