Brescia: No meno burocrazia per armifici

No allo snellimento burocratico per le imprese armiere: questa la risposta delle Acli di Brescia davanti alla mozione approvata il 7 gennaio dal Consiglio regionale della Regione Lombardia per sol-lecitare il governo nazionale a “ridurre, senza venir meno alle necessità di controllo, il gravame burocratico sulle imprese armiere lombarde che sta ostacolando l’attività di export con gravi danni economico finanziari che rischiano di compromettere la produzione ed il bacino occupazionale”.

“Pur condividendo la necessità di snellire la burocrazia che spesso blocca molti settori economici – commentano le Acli bresciane – non ci spieghiamo le ragioni di una proposta che va in direzione opposta rispetto alla tanto sbandierata esigenza di sicurezza e che ignora il fatto che tutti i settori produttivi sono uguali e meritevoli quindi più di altri di sostegno pubblico”.

“Non è accettabile il ‘ricatto’ dei posti di lavoro – dicono le Acli bresciane – Sappiamo bene che il settore armiero è molto forte a Brescia e porta occupazione per molte famiglie. Quello che chiediamo è che si avvii un movimento di consenso per la riconversione industriale delle fabbriche di armicome era successo per il caso Valsella. Ora quel circolo virtuoso si è pur-troppo fermato: ma noi chiediamo la ripartenza”.
 

Brescia: No meno burocrazia per armifici
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