Brescia: Non toccare mercato maggior tutela

No alla fine del mercato di maggior tutela nel settore energia: è la richiesta che le Acli di Brescia fanno al Governo dopo aver visto la bozza del disegno di legge -Ddl – Concorrenza.

La bozza infatti, con l’articolo 20, cancella il comma 2 dell’articolo 35 del decreto legislativo 93/2011, che garantiva un regime di tutela per chi non aveva scelto un fornitore sul mercato libero.

Per le Acli bresciane “la decisione del Governo di voler chiudere il mercato di maggior tutela nel settore dell’energia elettrica e del gas, a fine giugno 2015 per le piccole e medie imprese e un anno dopo per le utenze domestiche è un ulteriore aggravio delle tariffe a carico degli utenti!

Il mercato di tutela costituisce attualmente la modalità di fornitura largamente prevalente per i clienti finali che ne hanno diritto, sia nell’elettrico con il 75% dei contratti che nel gas, con il 78%. L’Autorità ha dimostrato – con i dati che si riferiscono agli anni 2012 e 2013 – che passare al mercato libero può arrivare a costare fino al 20% in più nel settore elettrico, mentre fino al 10% in più per il gas. Quindi conviene restare sotto il mercato di tutela”.

Questo tipo di tutela, è la conclusione delle Acli bresciane, va conservata per i consumatori, famiglie e piccole imprese, perché “il corretto principio di concorrenza, che sta alla base delle liberalizzazioni – ovvero che dalla competizione tra i vari operatori nascano dei benefici per i consumatori, sotto forma di tariffe più basse – come dimostrato da innumerevoli casi, in Italia non vale!”.

Brescia: Non toccare mercato maggior tutela
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Fonte UNHCR
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