Brescia: Persona, famiglia e Chiesa

In questi giorni è in corso a Roma la III Assemblea generale straordinaria del Sinodo dei Vescovi, che af-fronta le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione. In proposito le Acli di Brescia hanno scritto un documento dal titolo “La centralità della persona è anche centralità dei suoi legami”.

“Condividiamo la rappresentazione della realtà che i padri sinodali hanno fin’ora elaborato nella loro discussione attorno al tema della famiglia – scrivono le Acli – e che, per quanto ci riguarda, deriva dalla vicinanza con le problematiche, le gioie e le sofferenze che quotidianamente ci è dato di osservare. Osserviamo una pluralità di forme di unione che deriva dalla complessità dei destini umani e dalle variabili esterne che premono.

Noi cristiani di fronte a questi casi, e a maggior ragione verso questi casi che molto spesso sfociano nella povertà e nella tragedia, non possiamo semplicemente limitarci a giudicare. In tema di relazioni umane, la realtà ci obbliga a non poter semplicemente classificare le diverse unioni tra persone sotto lo stesso tetto sulla base della somiglianza al modello che – anche noi – reputiamo l’unico a poter essere definito famiglia. Ma tutto ciò che non rientra in questo modello non può semplicemente chiamarsi ‘non famiglia’, non merita di essere derubricato come irregolarità, non può essere ridotto a un’unica e indifferenziata condizione”.

“D’altra parte è la centralità della persona il principio: di ogni persona, insieme alla scelta di legame che essa compie o subisce. Noi cristiani di fronte a questi casi – e molte volte diretti protagonisti di questi casi – ci rendiamo conto di come la Chiesa possa essere motivo di consolazione e di speranza per ogni storia, anche per chi ha compiuto o subito scelte che al momento non sono in linea con la Dottrina. Di fronte a situazioni tanto diverse, è difficile pronunciare una parola unica e proporre una soluzione di valore universale per tutti. Una Chiesa che accompagna le diverse situazioni, che si fa dialogo, che offre piena accoglienza ci parrebbe una Chiesa che accetta di stare nella realtà, nella storia, con la propria identità, con la propria storia, senza complessi di superiorità o inferiorità, sapendo che Cristo è centro e guida della storia.

Per questo riteniamo sia giunto il momento perché dall’assise dei nostri pastori siano dati chiari segnali di apertura alla diversità delle situazioni, anche esprimendo una parola di mitezza verso quelle situazioni che appaiono più lontane dalla tradizionale dottrina cristiana in merito alla famiglia. Se vogliamo stare nel mondo, non possiamo limitarci a dichiarare dei principi senza pensare a tutto ciò che può mediare l’incontro con la Buona Novella, che è disponibile a tutti, indipendentemente dal legame al quale si appartiene”.

Brescia: Persona, famiglia e Chiesa
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Fonte UNHCR
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