Brescia: Poco chiare le norme per l’emersione del lavoro nero immigrato

3 novembre 2010 – «L’emersione del lavoro nero immigrato continua a presentarsi con un quadro legislativo poco chiaro. È la premessa per produrre ingiustizie» così commentano le Acli bresciane i fatti del 30 ottobre, quando durante una manifestazione di immigrati non autorizzata, ci sono stati scontri tra i manifestanti e le forze di polizia.Nel loro comunicato stampa le Acli hanno poi ricordato le vicende legislative che hanno portato alla manifestazione di Brescia: il reato di clandestinità introdotto con il pacchetto sicurezza nel 2009, la sanatoria successiva solo per colf e assistenti familiari, ma non per chi lavora in altri settori, e infine la circolare ministeriale del marzo 2010 che chiarisce che la condanna inflitta per reato di clandestinità diventa ostativa per la richiesta di regolarizzazione e i successivi ricorsi degli immigrati.

«I ricorsi presentati ai tribunali amministrativi hanno dato esiti curiosamente difformi – spiegano le Acli – Quando la legge non è chiara, di fatto c’è sempre il rischio che si produca un’ingiustizia. Il futuro di molti immigrati è, dunque, affidato alla fortuna e al caso».La vera questione, dicono le Acli, è il lavoro nero degli stranieri. «Sul piano formale, la manifestazione degli stranieri, avvenuta sabato 30 ottobre 2010 nelle vie del centro storico cittadino, non era autorizzata dalla pubblica autorità e quindi gli organizzatori avrebbero dovuto meglio valutare l’opportunità di questo passo, perché le regole vanno sempre rispettate in una democrazia. Eppure, sul piano sostanziale, la questione era da tempo all’attenzione degli organi politici».«Ci pare – aggiungono le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani – che finora la questione degli immigrati e della sanatoria sia stata trattata solamente come una questione d’ordine pubblico, come se tutta la vicenda si limitasse a un’occupazione abusiva del suolo pubblico. Invece ci sono delle ragioni umane e civili, ma anche di natura giuridica. Sul piano economico, inoltre, sottolineiamo che c’è un sistema che sul lavoro nero straniero non ha alcun interesse ad aprire un dibattito aperto, franco e civile.È opportuno che di fronte alle richieste i pubblici amministratori intervengano per non creare scontri sociali».«Sarebbe facile rispondere “a tono” alle richieste degli immigrati e trattarli come ingrati – chiudono le Acli – Noi chiediamo che siano approfondite le ragioni e che le parti in causa possano colloquiare con rapidità e saggezza visto che la questione posta è di livello nazionale. Lo scontro sociale non giova a nessuno e nessuno deve trovare interesse a fomentarlo». 

Brescia: Poco chiare le norme per l’emersione del lavoro nero immigrato
close-modal
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.096
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 3.081
Fonte UNHCR