Brescia: Redditi sempre più bassi

10.551 euro annui. È questa la differenza di reddito medio totale tra uomini e donne nel Bresciano. Il dato emerge dal VI rapporto sui redditi dei bresciani presentato dalle Acli di Brescia il 28 aprile e basato su 46.422 modelli 730 trattati dal Caf Acli di Brescia nel 2013.

La differenza tra reddito medio maschile e femminile si accentua nella fascia d’età 36-50 anni con 11.095 euro annui in più per degli uomini e nella fascia 51-65 dove gli uomini in media hanno un reddito di 13.921 euro piu alto rispetto alle donne. Solo il 10% delle donne considerate guadagna più di 28 mila euro lordi contro il 31% degli uomini.

“Anche se i dati “macro” che si possono estrarre dal mod. 730 non ci consentono di conoscere l’incidenza dei lavori part-time che danno luogo a redditi più bassi e sono frequenti tra le donne – ha commentato Fabrizio Molteni, coordinatore della Commissione Lavoro delle Acli bresciane – non si può fare a meno di notare come il reddito maschile sia in costante aumento (1000€ in 6 anni) e quello femminile sia sempre in diminuzione, con un divario che cresce in maniera consistente”.

Altro dato interessante del rapporto è l’aumento dal 2008 al 2013 delle persone che hanno un reddito fino a 28.000 euro che insieme costituiscono quasi l’80% del campione.

Il reddito però è diminuito soprattutto per quelli che hanno un reddito fino a 15mila euro. Dal 2012 al 2013 il loro reddito medio è passato dal 8.923 euro a 8.753 con una riduzione di 170 euro. Anche gli stranieri hanno subito contrazioni di reddito, di addirittura 782 euro tra il 2012 e il 2013. Per i redattori “Il dato fa emergere anche le numerose situazioni di soggetti che percepiscono a disoccupazione, al cassa integrazione o altre forme di sussidio al reddito”.

È allora interessante confrontare questi dati con le richieste di indennità di disoccupazione: nel 2008 il Patronato Acli di Brescia aveva avuta 665 richieste, nel 2012 diventano 7.538.

Oltre alle difficoltà del presente, il calo dei redditi preoccupa anche per il futuro perché ci sono meno risorse da destinare ad assicurazioni e alla previdenza complementare. Dal 2008 al 2013 le spese per le assicurazioni sono calate del 13% con una riduzione del premio medio versato di 276 euro.

D’altra parte la previdenza complementare non convince e continua ad essere scelto solo da una fascia bassissima della popolazione: il 2,7% nel 2012, il 3,04% nel 2013, ma la percentuale aumenta al crescere del reddito. Solo l’1% di chi ha un reddito fino a 15mila euro e il 3% di arriva a 28mila euro investe infatti in previdenza complementare contro il 24% di chi ha un reddito oltre i 75mila euro.

Con questi dati il rischio di un problema sociale per il futuro è alto.

Brescia: Redditi sempre più bassi
close-modal
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR