Brescia: Votare sì ai referendum

Votare 4 sì al referendum del 12 e 13 giugno per consegnare un futuro alle generazioni. L’invito arriva da un documento del 23 maggio firmato Acli bresciane.Il primo sì, spiegano le Acli bresciane, serve a impedire che l’acqua sia consegnata ai privati: l’acqua è un bene pubblico.Il secondo sì serve a cancellare una norma che stabilisce che la tariffa dell’acqua è unicamente determinata da considerazioni economiche e finanziarie, mentre l’acqua è anzitutto un diritto per tutti e non solo per chi ha possibilità economiche.Il terzo sì serve a cancellare la possibilità di costruire nuove centrali nucleari. La scelta nucleare, spiegano le Acli bresciane, è una scelta “costosa che prevedrebbe oltre 30 miliardi di euro di spesa, sacrificando altri e più urgenti bisogni collettivi, tra cui case, scuole, trasporti, altre infrastrutture e ricerca”.  Inoltre, continua l’associazione. “esistono altri modi di produrre energia, in modo più sicuro e pulito, come stanno dimostrando altri Paesi europei: non si tratta solo di questioni economiche!”.

Sempre a proposito del nucleare le Acli bresciane scrivono: “Ci pare piuttosto inusuale che, in una democrazia, il premier chiarisca che la moratoria nucleare sia strumentale solo a far saltare il referendum, perché in ogni caso poi si riprenderà il programma medesimo. Se i cittadini raccolgono le firme per bloccare il programma nucleare, il fatto che il Governo finga di far marcia indietro per poter andare avanti, non è dimostrazione di fedeltà alla democrazia e alla Costituzione su cui ha giurato. Queste condotte sono riprovevoli perché annullano la volontà dei cittadini”. Infine, le Acli bresciane chiedono di votare sì anche al quarto quesito per cancellare lo scudo penale per i politici. Secondo questa norma, spiegano da Brescia, “al presidente del Consiglio e ai ministri è consentito di non presentarsi alle udienze con una semplice dichiarazione di impossibilità: la legge è uguale per tutti!”.Nel documento, le Acli sottolineano poi la gravità degli “impliciti inviti a non votare che cogliamo dal silenzio attorno ai temi del referendum”.“A meno di un mese dal voto – rilevano le Acli bresciane – non si registrano significative campagne informative da parte dei mass media pubblici e privati. Si ha l’impressione che si voglia far passare sotto silenzio un voto che potrebbe esprimere una volontà nuova rispetto alle scelte volute da buona parte dei nostri politici”. Anche la data scelta per il voto “sembra fatta apposta per scoraggiare la partecipazione: l’opportunità di votare contestualmente alle elezioni amministrative è stata cassata, tra l’altro causando uno spreco di denaro pubblico di circa 350 milioni di euro”.Il documento si chiude con l’invito al voto: “Votare non è un fatto di destra o di sinistra. Esprimere il proprio voto è sia un diritto sia un dovere faticosamente conquistati dalle generazioni precedenti”, è un modo “per dare testimonianza della passione democratica che ancora ci anima”.

Brescia: Votare sì ai referendum
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