Bruxelles, si apre seminario internazionale di studi

Si svolgerà il 17 e 18 ottobre prossimi a Bruxelles il seminario internazionale di studi “La crisi economica come spinta rifondativa verso una unione sociale e politica dell’Europa”, promosso dalle ACLI e dalla FAI, con il sostegno dell’EZA e dalla Commissione Europea e con il patrocinio del CESE, nel quadro delle azioni di promozione del dialogo sociale… Giunto alla sua settima edizione, l’incontro mette a tema i nodi forse maggiormente critici dello “stato” dell’Unione Europea oggi e delle sue prospettive di futuro: il lavoro e le riforme istituzionali. Strutturato in quattro sessioni, il seminario si aprirà la mattina del 17 presso la sede del Comitato Economico e Sociale Europeo che ospiterà quindi le prime due unità di lavoro. Nella prima si cercherà di ricostruire lo scenario di riferimento e le criticità che presenta. Saranno invece proprio le due “emergenze” poste all’attenzione dell’incontro – il lavoro e le riforme istituzionali – a costituire il cuore della tavola rotonda “Il futuro dell’Europa. Lavoro e riforme istituzionali come motore di sviluppo”, che costituisce la seconda sessione di lavoro. La seconda giornata si svolgerà invece presso l’hotel Au Repos des Chasseurs che ospiterà le due successive unità: “Un piano straordinario per il lavoro: istituzioni e attori sociali a confronto” e “Un piano operativo per il lavoro. EU 2020: progettare e realizzare innovazione sociale e occupazione qualificata”. Riportiamo di seguito alcuni stralci dalla presentazione dei temi del seminario. “Nell’Anno europeo dei cittadini, a vent’anni dal Trattato di Maastricht, con un nobel per la pace alle spalle e le elezioni del Parlamento alle porte, una crisi economico-finanziaria che non accenna a regredire e un processo di allargamento che molti invece vorrebbero arrestare, l’Unione europea è costretta a fare i conti con il proprio futuro. Con la propria capacità di rappresentare l’interesse comune europeo, un’unione sociale e politica in grado di tenere insieme le leve del rigore con quelle dello sviluppo e della solidarietà. Tornano a proporsi, in questo quadro, problemi “antichi” a cui il Trattato di Lisbona solo in parte ha saputo rispondere, rimanendone anzi segnato… L’assenza di politiche comuni in materia finanziaria e fiscale in particolare ha lasciato l’economia europea in balía del mercato globale – è il parere di molti –, favorendo lo scadere della politica comunitaria a metodo intergovernativo e rimettendo al centro della effettiva costruzione europea il problema delle sovranità nazionali e della legittimità democratica. L’integrazione europea non riesce a superare le contraddizioni tra gli interessi nazionali e l’interdipendenza economica e a rimediare alla contraddizione tra la definizione di interessi pubblici come beni comuni europei e l’affidamento delle politiche per realizzarli alla sola responsabilità degli Stati nazionali…”. Le due giornate di studio saranno precedute dall’Assemblea generale della FAI che si svolgerà nel pomeriggio del 16 ottobre presso l’hotel Au Repos des Chasseurs.

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