Cagliari: La cooperazione internazionale è al femminile

Sono donne, giovani e laureate le cooperanti allo sviluppo secondo una ricerca condotta dall’Ipsia, la ong delle Acli, in Sardegna. I dati sono stati presentati il 22 febbraio a Cagliari durante l’incontro “Il ruolo della Sardegna nella cooperazione internazionale”, organizzato dalle Acli provinciali in collaborazione con Università di Cagliari, Provincia e fondazione Banco di Sardegna. In prevalenza donne (il 65% degli intervistati), i cooperanti hanno un età tra i 30 e i 45 anni, risultano impegnati soprattutto in Africa, sono laureati, conoscono almeno due lingue e soprattutto sono multitasking, cioè capaci di portare avanti contemporaneamente più progetti, con ruoli e in luoghi diversi. “I loro volti e i loro nomi – si legge nella ricerca – non sono conosciuti al grande pubblico, ma quel che fanno è di alto valore per coloro che ne beneficiano, sia che si tratti di acquistare un motocarro per aiutare le donne del Benin a vendere i prodotti della loro terra sia che ci sia da far dialogare due culture in conflitto nella Bosnia post-bellica o sulla striscia di Gaza”. Purtroppo, sottolinea lo studio, negli ultimi anni i fondi per la cooperazione internazionale si sono ridotti di circa il 90% passando dai 732 milioni del 2008 agli 86 milioni di euro di oggi. Nello stesso modo, anche in Sardegna i progetti finanziati dalla Regione sono passati da alcune decine a tre. Nonostante i tagli, “in materia di cooperazione – ha ricordato Mauro Carta, presidente provinciale Acli di Cagliari – la Regione ha fatto un notevole salto di qualità, ma molto ancora si può fare. Il segreto è concentrare le risorse sui progetti migliori, non disdegnando l’idea di importare in Sardegna quelle esperienze che altrove si sono rivelate di successo”.

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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR