Cagliari: Non ridurre fondi per giovani

Non ridurre i contributi per la mobilità giovanile. Lo chiedono con un comunicato del 16 febbraio le Acli di Cagliari che temono ripercussioni per i giovani ma anche per l’economia dell’isola.

In seguito alla legge 383/2000 la Regione Sardegna aveva infatti stabilito un fondo per le associazioni di promozione sociale e per i programmi per i giovani. Il fondo cofinanziava progetti europei in Sardegna e all’estero. “Nella commissione Bilancio del Consiglio regionale, nei giorni scorsi, – lamentano le Acli di Cagliari – non solo non state aumentate le capacità finanziarie del fondo, ma non sono state dedicate risorse economiche per progetti di mobilità giovanile internazionale, di promozione dell’interculturalità e della cittadinanza europea e promozione di scambi giovanili”.

Il problema oltre che culturale è anche economico: “Se, da un lato, i programmi comunitari permettono ai giovani sardi di andare all’estero e vivere esperienze fondamentali per la loro crescita, dall’altro, parallelamente, grazie agli stessi programmi, arrivano in Sardegna centinaia di giovani da tutto il mondo che scoprono il nostro territorio e generano un rilevante indotto”.

Pertanto le Acli chiedono “che il Consiglio regionale rifletta sulle drastiche conseguenze che questa decisione politica produrrà per i giovani sardi e che vengano dedicate le risorse finanziarie necessarie per permettere, direttamente, ai giovani di accrescere le proprie conoscenze, partecipare a momenti di educazione non formale e aumentare il senso di appartenenza all’Europa e, indirettamente, generare una crescita socio-economica per l’isola”.

Le Acli ribadiranno la loro richiesta in una conferenza stampa che si terrà mercoledì 18 febbraio alle ore 10.30, sotto i portici del Palazzo del Consiglio regionale di via Roma a Cagliari.

Cagliari: Non ridurre fondi per giovani
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Fonte UNHCR
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