Cambiare modo di pensare a partire dal Vaticano II

Il 5 marzo scorso il Coordinamento delle teologhe italiane (Cti) ha realizzato un seminario assemblea a Roma sul tema “Storia e teologia del Vaticano II in prospettiva di genere”. Tra gli interessanti contributi (che sono disponibili in modalità video, password: assemblea2011) segnaliamo quello di p. Ghislain Lafont, monaco benedettino e grande teologo, che ha illustrato i mutamenti in atto nei paradigmi interpretativi della rivelazione a partire dal Concilio Vaticano II.
Secondo p. Lafont il primo e più importante processo di cambiamento è il passaggio dal paradigma del primato della verità/logos a quello della relazione/amore, dal primato del logos al primato del dia-logos, dalla persona metafisica alla persona relazione. 
Il primato del dialogico rappresenta l’esito provvisorio del processo iniziato da Copernico e Galileo che spiegano il mutamento regolare nel movimento dei pianeti e delle stelle. A partire da quel momento il sentimento della mobilità è elemento essenziale del tessuto della realtà.
Il paradigma della verità non può essere abbandonato, ma integrato in quello della relazione/mobilità, cioè occorre portare l’alterità all’interno dei valori spirituali più profondi, attuando così un equilibrio tra identità e alterità.
La relazione uomo donna è il paradigma della relazione, come ben insegna la Bibbia che parte proprio dalla relazione tra Adamo ed Eva.
Infine il linguaggio è importante in quanto la parola dell’altro richiede un ascolto pieno di attenzione che permetta la vera relazione con colui che ci parla.

Cambiare modo di pensare a partire dal Vaticano II
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