Cento progetti per favorire l’occupazione dei giovani

Sguardo rivolto al futuro e quotidiano ed operoso impegno sociale. Con questo slogan possiamo definire l’impegno delle Acli per favorire l’occupazione giovanile, vera emergenza e principale piaga sociale di questo nostro paese. Dopo il convegno di Torino attorno a questo programma si sono consolidate idee e impegni condivisi da un ampio gruppo di organizzazioni sociali, del mondo del lavoro e dell’associazionismo cattolico, tutti attenti a dare concreta attuazione ai principi della dottrina sociale della Chiesa.

Insieme alla Cisl, Confartigianato, Coldiretti, Confcooperative, Salesiani, Confap, Mcl, CdO e Cif (tutte organizzazioni aderenti a Forma), ed anche con il Movimento Lavoratori di Azione Cattolica, la Gioc, la Pastorale sociale e del lavoro e il Servizio nazionale della pastorale giovanile della Conferenza episcopale italiana, si è deciso di dar vita ad un piano di iniziative nei territori per favorire l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. Siamo convinti infatti che non possano bastare le leggi, anche quando sono buone, e nemmeno la più incisiva riforma del mercato del lavoro (che auspichiamo non diventi un parziale aggiustamento dell’esistente) a risolvere i profondi squilibri che la crisi sta allargando nella società italiana; è necessario anche mettere in campo una fattivo impegno della società civile, chiamata anch’essa a fare la sua parte senza attendismi e superando ogni sterile sentimento protestatario, che inutilmente sembra dilagare in tempi di “vacche magre”.
Consapevoli che la disoccupazione giovanile non è per il nostro paese un fenomeno congiunturale conseguente alla crisi, che ne ha invece ampliato le dimensioni, è convinzione di tutti noi che bisogna aggredire il fenomeno non solo sul piano economico, ma a partire dai diffusi comportamenti sociali e culturali che hanno reso il lavoro estraneo alla condizione giovanile. Si tratta di intraprendere, di buona lena, un vasto impegno educativo a cominciare dalle nostre comunità locali e dalle parrocchie, estendendolo alle scuole e ad altre agenzie, per rimettere il lavoro al centro della vita delle nuove generazioni; ridonandogli la dimensione insostituibile che riveste per ogni uomo. Superare le distanze che si sono accresciute nel tempo, scoprire il valore del lavoro nel concorrere alla costruzione di un nuovo modello di relazioni sociali, superare ogni diffidenza tra lavoro manuale e intellettuale, oggi peraltro già ampiamente superata dall’esteso impiego di tecnologie.
Alla dimensione educativa va affiancata la costruzione di una vasta rete di servizi: accompagnamento, presa in carico, orientamento, formazione, start up di impresa. Tutto quanto può concorrere al pieno utilizzo del nuovo apprendistato, dei tirocini, degli stage in azienda e allargare l’impegno verso una nuova imprenditorialità giovanile.
Si è costituita una ampia coalizione operosa fatta di imprese, di organizzazioni di tutela dei lavoratori, di agenzie formative, di organismi ecclesiali, premessa per una capillare diffusione nei territori.
Buon lavoro.

Cento progetti per favorire l’occupazione dei giovani
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR