Cittadinanza

In tema di cittadinanza, sull’onda di campagne per la riforma della legislazione vigente – peraltro sacrosante – spesso ci si limita ad un confronto sulle condizioni di accesso allo status di cittadino e alla compilazione di liste di diritti e doveri che ne definiscano la figura giuridica. Un interessante stimolo ad operare una connessone con una serie di altre categorie giuridico-politologiche, ci viene da questo libro di  Étienne Balibar.

L’autore intreccia la riflessione sul tema principale con altre importanti nozioni, quali costituzione, politica, diritti ecc. mostrando come l’evoluzione inarrestabile di ciascuno di questi termini finisca per modificare inevitabilmente anche gli altri.Tre sono gli snodi culturali presi in considerazione: l’antichità greca e la prima teorizzazione aristotelica, le rivoluzioni borghesi e il neoliberalismo. Ognuno di questi  passaggi serve all’Autore per mettere in luce criticità sulle quali merita riflettere ancor oggi.  A partire dalla nozione aristotelica di politeia, intesa come organizzazione della polis che definisce la distribuzione del potere, Balibar propone una riflessione sul rapporto tra cittadinanza e costituzione che induce a considerare come,  nel corso della storia, il misconoscimento istituzionale di importanti esigenze dell’essere umano abbia aperto il varco a tentativi di forzare gli argini del potere istituzionalizzato.  Con le rivoluzioni liberali si struttura lo stato nazionale all’interno del quale le regole della maggioranza sembrano ampliare i criteri di inclusione. Ma anche le misure sociali apparentemente più democratiche a volte tradiscono un intento di esclusione. Così l’ istruzione tendenzialmente aperta a tutti spesso si rivela selettiva; le strutture sopranazionali, sorte come espressione della universalizzazione dei diritti, alla fine si rivelano impotenti a difenderli; lo spostamento del baricentro dei diritti fondamentali dal lavoro alla cura, dalla produzione alla riproduzione della forza lavoro, induce ad un loro parallelo indebolimento. Balibar riprende poi alcune analisi del neoliberismo come “società del controllo” della vita delle persone fino a condizionarne la propensione alla vita politica intesa come resistenza e opposizione al dominio della classe dominante. Ogni cittadino diviene imprenditore di se stesso e lo Stato è confinato nel ruolo di arbitro impotente di un impari confronto dove l’individuo deve cavarsela da solo. In conclusione, per Balibar è necessaria una riforma radicale. La cittadinanza o “enuncia nuovi diritti fondamentali, al tempo stesso diritti dell’uomo e del cittadino, e li fa entrare nella sfera delle istituzioni (come la sicurezza sociale, il diritto al lavoro, la cittadinanza degli stranieri ecc.) o questi si trasformano nel loro contrario con diverse modalità antipolitiche autoritarie, burocratiche, discriminatorie, assistenziali”. Ma questa trasformazione non può accadere se non a partire da un’esperienza di cittadinanza democratica che i movimenti devono fare prima di tutto al loro interno. Devono mostrare cioè di saper costituire una comunità di cittadini che discute, decide e agisce. Un libro che propone una sfida al contempo intellettuale e pratica.
Cittadinanzadi Etienne Balibarp. 178Bollati Boringhieri 2012

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