Cittadino extracomunitario e invalidità civile

Sono un cittadino extracomunitario con permesso di soggiorno per lavoro: nel 2011 fui riconosciuto invalido al 100%, ma l’Inps negò le prestazioni perché ero senza permesso di soggiorno Ce di lungo periodo. È vero che è cambiata la legge?
La mancata erogazione da parte dell’Inps della prestazione assistenziale era legata ad una norma (l’art.80, della Legge 388/2000) dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale.
Il testo della norma prevedeva che per l’erogazione di prestazioni assistenziali (assegni sociali, invalidità civili, ecc) un cittadino extracomunitario dovesse essere in possesso di un permesso di soggiorno Ce di lungo periodo (ex carta di soggiorno).
Finalmente, il 4 settembre 2013 l’Inps ha comunicato, in ottemperanza alle sentenze della Corte Costituzionale, che l’indennità di accompagnamento, la pensione di inabilità, l’assegno mensile di invalidità e l’indennità mensile di frequenza, ferme restando le verifiche degli altri requisiti sanitari, reddituali e di residenza, devono essere riconosciute “a tutti gli stranieri regolarmente soggiornanti, anche se privi di permesso di soggiorno Ce di lungo periodo, alla sola condizione che siano titolari del requisito del permesso di soggiorno di almeno un anno di cui all’art. 41 Tu Immigrazione”.
Se sussistono i requisiti reddituali e di residenza, si potrebbe quindi ottenere il pagamento delle prestazioni sin dall’origine.
È opportuno quindi che si rechi in una sede del Patronato Acli, dove le sarà fornita assistenza per presentare domanda di riesame del provvedimento dell’Inps. Potrà così avere in pagamento anche gli arretrati dal mese successivo alla presentazione della domanda di riconoscimento dell’invalidità civile.
 
Per informazioni: www.patronato.acli.it

Cittadino extracomunitario e invalidità civile
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR