Colf: in caso di trasferta spetta una diaria

Ho assunto un’assistente familiare per mia madre. Durante il periodo estivo la trasferiamo in una casa in montagna, a pochi chilometri dalla città. Posso chiedere alla lavoratrice di seguirci in montagna?

L’art. 32 del Ccnl prevede che il lavoratore convivente, è tenuto, ove richiesto dal datore di lavoro, a recarsi in trasferta, ovvero a seguire il datore di lavoro o la persona alla cui cura egli è addetto, in soggiorni temporanei in altro comune e/o in residenze secondarie.

Ciò significa che la lavoratrice convivente a tempo pieno, è obbligata a svolgere la sua prestazione lavorativa anche in luoghi diversi dall’usuale dimora del datore di lavoro o dell’assistito (soggiorni temporanei o residenze secondarie).

Se però tale evenienza non è stata preventivamente prevista nella lettera di assunzione, in modo sufficientemente preciso, e non con formule generiche o di stile, la lavoratrice ha diritto ad una diaria giornaliera pari al 20% della retribuzione minima tabellare giornaliera di cui alla Tabella A del Ccnl, per ogni giorno di trasferta.

Se il soggiorno temporaneo è dunque una routine per il datore di lavoro o per l’assistito, è bene, fin da subito, inserire un’apposita clausola nella lettera di assunzione, in cui si farà menzione del periodo di trasferta e del luogo, onde evitare il pagamento della diaria.

                                                                                           

Per informazioni: aclicolfonline

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Fonte UNHCR
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