Colf “in trasferta”

Ho assunto un’assistente familiare convivente per mia madre invalida. Se mia mamma dovesse essere ricoverata, posso chiedere a questa signora di recarsi in ospedale?
In caso di lavoratore convivente l’art. 31 Ccnl stabilisce che lo stesso “è tenuto”, ove richiesto dal datore di lavoro, a recarsi in trasferta, ovvero a seguire il datore di lavoro o la persona alla cui cura è addetto, in soggiorni temporanei.
Diverso è il caso del lavoratore a ore o, in genere, non convivente, per cui tale eventualità deve essere espressamente prevista, altrimenti lo stesso può legittimamente rifiutarsi.

In ogni caso, devono essere rimborsate al lavoratore le eventuali spese di viaggio che debba direttamente sostenere in tali occasioni, come ad esempio le spese di trasporto andata e ritorno per l’ospedale.
È inoltre prevista una “diaria giornaliera”, cioè un importo aggiuntivo, pari al “20% della retribuzione minima tabellare giornaliera” prevista per la categoria cui appartiene il lavoratore e che si può conoscere dalla Tabella A “Lavoratori conviventi, per tutti i giorni nei quali egli sia stato in trasferta o si sia recato in tali soggiorni temporanei”.
La diaria aggiuntiva non è dovuta se fin dall’inizio dell’instaurazione del rapporto di lavoro, tale eventualità è stata espressamente prevista, attraverso l’inserimento di una specifica clausola nella lettera di assunzione avente sufficiente determinatezza (non sono valide formule eccessivamente generiche).
Il consiglio è quello di prevedere sempre tale eventualità nella lettera di assunzione.

Colf “in trasferta”
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR