Congresso Fai: Bottalico confermato presidente

Il quarto Congresso della Fai (Federazione Acli Internazionali) riunitosi ad Amsterdam il 7 novembre 2014 al termine dei lavori ha rieletto Gianni Bottalico, presidente delle Acli Italiane, a Presidente della Federazione.

Nello stesso congresso sono stati eletti gli organismi che guideranno la Federazione per i prossimi quattro anni e, in particolare, l’Assemblea Generale e il Consiglio di Amministrazione (Presidenza) composto da:

Liliana Dal Piva (presidente Acli Francia) vice presidente

Michele Consiglio (Acli Italia) vice presidente

Giuseppe Rauseo (Acli Svizzera) vice presidente

Vincenzo Menna (Acli Italia) segretario generale

Il quarto Congresso della Fai (Federazione Acli Internazionali) inoltre ha approvato all’unanimità un ordine del giorno in merito alle elezioni dei Comites previste per il 19 dicembre 2104, nel quale valuta positivamente la decisione del Governo di indire le elezioni sebbene in ritardo di alcuni anni, e nonostante il rischio a causa dei tempi fortemente ristretti che venga penalizzata la partecipazione al voto.
Le Acli nazionali di ogni singolo Paese si impegnano a favorire la più ampia partecipazione alle elezioni, invitando gli italiani ad iscriversi alle liste elettorali e sottolineando la necessità del rinnovamento degli organi di partecipazione degli italiani all’estero.

Infine, i rappresentanti delle Acli costituite all’estero, in un’altra mozione, esprimono viva preoccupazione per i tagli al Fondo Patronati previsto nella Legge di Stabilità 2015, e ricordano che, “con la formulazione attuale, renderebbe impossibile, per gli Enti di Patronato, continuare a garantire i propri servizi di pubblica utilità a tutti i cittadini ed in particolare a quelli residenti all’estero”, già penalizzati dal progressivo smantellamento della rete consolare.

Le Acli internazionali evidenziano, inoltre, che la Corte Costituzionale nel 2000 riconobbe che le tutele assicurate in modo universale dai Patronati “… corrispondono a un interesse pubblico direttamente riconducibile all’art. 3, secondo comma, della Costituzione il quale stabilisce ancora essere ‘compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese’…”.

E pertanto chiedono “lo stralcio e la cancellazione della norma proposta dal Governo ed auspicano invece un serio e concreto lavoro di riforma degli Enti di Patronato al fine di rendere sempre più efficace e incisivo il ruolo pubblico di tutela e di garanzia a favore di tutti i cittadini, nell’interesse generale dello Stato”.

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