Corpi intermedi. Una scommessa democratica

Quale sarà nell’immediato futuro il ruolo dei corpi sociali intermedi? I corpi intermedi sono ancora un canale di trasmissione tra i cittadini e le istituzioni? Quali possono essere forme, spazi e procedure di civismo organizzato realmente partecipativi? In che modo è possibile attivare nuovi canali di partecipazione in cui tutti i soggetti sociali acquisiscano e condividano in forma paritaria meccanismi e procedure di reciproca legittimazione e interazione sul versante programmatico, decisionale e regolativo delle responsabilità pubbliche?

I saggi raccolti nel volume Corpi intermedi. Una scommessa democratica, curato dalla Fondazione Achille Grandi per il Bene Comune (in allegato la copertina e la quarta di copertina del libro), provano a dare alcune risposte a questi interrogativi. Le trasformazioni del mondo del lavoro, della produzione, delle relazioni e delle istituzioni hanno infatti contribuito alla crisi delle rappresentanze sociali che, oggi, sono chiamate a recuperare e a rinnovare la propria funzione di advocacy. Tuttavia, l’evoluzione dei corpi sociali intermedi, si presenta complessa e non priva di contraddizioni.

Come osserva Romano Prodi nella prefazione che accompagna il libro, nei primi anni della storia repubblicana i corpi intermedi hanno svolto bene il loro compito, sostenendo i primi passi della nostra democrazia, facendo crescere la nostra società e rendendo milioni di italiani cittadini attivi e partecipanti. Sul finire del secolo scorso, però, il mondo ha iniziato a cambiare: mentre tutto si globalizzava (economia, finanza, emergenze) si assiste una parallela e progressiva individualizzazione degli interessi e delle appartenenze. È in questa fase che i corpi intermedi iniziano a “disintermediarsi”, perdono cioè sia la loro capacità di coagulare interessi sempre più frammentati sia la loro funzione di rappresentanza identitaria.

Oggi le principali difficoltà con cui devono confrontarsi i corpi intermedi sono almeno due: riuscire a rappresentare al meglio gli interessi dei propri iscritti perseguendo al contempo interessi generali e assicurare un ricambio al proprio interno, tornando ad essere all’altezza delle sfide odierne. Quale sarà nell’immediato futuro il ruolo dei corpi intermedi sociali intermedi? Quello che si sapranno meritare, decidendo di affrontare con coraggio le questioni cruciali per il nostro tempo e recuperando l’originaria vocazione di organismi di prossimità capaci di creare reti tra i cittadini e le istituzioni, tra la domanda e l’offerta politica, sociale ed economica.

Non si tratta di tornare ad un passato che non c’è più, ma forse è arrivato il momento di riprendere da quel passato la capacità di attivare canali di partecipazione alla cosa pubblica che danno vita al pluralismo di opinioni e di scelte propri di ogni democrazia.

Corpi intermedi. Una scommessa democratica

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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR