Cosenza: L’alcool tra le donne immigrate

Donne immigrate e alcoolismo: c’è qualche rapporto? Sì, secondo le Acli colf di Cosenza cha hanno organizzato a giugno il seminario “Vite altrove: donne migranti, un disagio da affrontare”.

Per i relatori – psicologi, medici di alcologia e infermieri – è proprio l’immigrazione a favorire l’alcoolismo, specialmente in donne che per venire in Italia hanno abbandonato le famiglie, gli amici e i parenti ma anche posizioni lavorative per le quali avevano studiato. In Italia si ritrovano sole, senza punti di riferimento, con vite completamente cambiate e spesso vittime di pregiudizi. L’alcool diventa allora l’unico metodo per fuggire la realtà, una forma di compensazione e di rifugio. E’ necessario – è il commento delle Acli di Cosenza – aiutare queste donne a sviluppare una rete di relazioni che le faccia sentire meno sole e nello stesso tempo accompagnarle in un percorso per risolvere il problema alcool.

Il seminario infatti, oltre a evidenziare il disagio di parte della popolazione, si proponeva anche di informare i presenti, la maggior parte donne, sui danni connessi all’abuso dell’alcol e sulle patologie legate all’alcolismo e ha fornito indicazioni sul tipo di aiuto che si può trovare presso le strutture pubbliche o le associazioni.

A introdurre i lavori c’era Giamaica Puntillo: come responsabile provinciale delle Acli Colf di Cosenza e responsabile dell’ambulatorio medico delle stesse Acli, le capita spesso di vedere situazioni di disagio tra le donne che incontra.

Altri relatori erano la psicologa Martina Mauti, il dirigente medico di Alcologia Vincenza Susanna, l’infermiera Anna Spizzirri. Hanno portato le loro testimonianze Gabriela Mocanu, Carla Scarpini Arcuri e Corina Guriuc rispettivamente presidente, legale e segretaria dell’associazione Dacia in Calabria.

Cosenza: L’alcool tra le donne immigrate
close-modal
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR