Credere in Gesù mandato dal Padre

Compiere l’opera di Dio è credere in Gesù suo Figlio e accogliere con gioia il dono della vita.

Tra l’episodio della moltiplicazione dei pani (Gv 6,1-14) e l’attuale, Giovanni inserisce il racconto di Gesù che, camminando sulle acque, raggiunge i discepoli in mezzo al lago e con loro raggiunge Cafarnao.

La folla rimasta al di là del lago, dove era avvenuto il segno della moltiplicazione dei pani, va in cerca di Gesù. Una volta trovatolo gli chiedono come aveva fatto a raggiungere quel posto, visto che si era ritirato solo sulla montagna e non era partito con i discepoli sulla barca. Gesù non risponde a questa domanda, ma comincia a parlare del cuore dei suoi interlocutori. Egli svela loro che cosa alberga nei loro cuori in relazione al segno che hanno visto.

Gesù fa una distinzione tra il fatto in sé e ciò che esso significa come segno. Se il fatto in sé è quello di aver mangiato di quei pani e di essersene saziati, questo non dice nulla di significativo su chi lo ha compiuto. Occorre andare oltre al cibo che tende a marcire se non lo si mangia, e giungere al cibo vero, quello che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo, cioè Gesù stesso, darà, perché egli è il prescelto da Dio per dare la salvezza che rimane per sempre.

La folla segue Gesù nel suo ragionamento e gli chiede cosa deve fare. Fare le opere di Dio era un modo di dire per indicare quelle azioni che caratterizzano il credente di una religione. Gesù dice con chiarezza qual è l’opera di Dio: credere in lui, che è stato inviato dal Padre.

Qui nasce il vero dibattito tra la folla e Gesù. Essa è disposta a credere se vede un segno e chiede a Gesù di compierlo, come se fino ad allora non avesse fatto niente, e soprattutto non avessero preso parte alla moltiplicazione dei pani e dei pesci. La folla si rifà all’esperienza del deserto (prima lettura) dove i padri hanno mangiato lungo tutto il tragitto fino alla terra promessa, la manna, il pane che il Signore ha mandato dal cielo per saziarli.

Gesù, ribadisce la loro interpretazione del fatto della manna: non è stato infatti Mosè a dare il pane dal cielo, come forse qualcuno tra la folla credeva, ma il Signore, cioè il Padre suo. E Gesù va oltre dicendo che è lui quel pane vero che dà la vita al mondo, in quanto è lui che è disceso dal cielo e dal Padre per dare la vita al mondo.

La folla acconsente a questo discorso, si lascia educare nel proprio desiderio e dice, con convinzione, ma forse anche con ambiguità, continuando a credere di ricevere un pane fatto d’orzo: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù però vuole far fare un passo avanti a ciò che crede la folla e ribadisce che è lui il pane della vita, e non un qualunque pane d’orzo, e aggiunge che lui è colui che sazia e disseta.

Gesù rimanda al testo di Isaia (Is 55,1-3) dove si parla di Dio che invita a un banchetto dove il cibo è gratuito, anzi il Signore invita a non spendere il denaro per un cibo che non vale. Infatti la promessa, che il banchetto rappresenta, è quella di una alleanza eterna. Gesù, riprendendo questo testo vuol dire che è arrivato il tempo in cui questa alleanza eterna si sta realizzando nella sua persona,perché è lui che sazia il desiderio di vita, simboleggiato dalla fame e dalla sete (cfr. per la sete Sal 42,2-3).

 

2 agosto 2015 – XVIII Domenica Tempo Ordinario – Anno B

Giovanni 6,24-35

In quel tempo, 24 quando la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. 25 Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbi, quando sei venuto qua?».

26 Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. 27 Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». 28 Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». 29 Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».

30 Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? 31 I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». 32 Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. 33 Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».

34 Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». 35 Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

 

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Credere in Gesù mandato dal Padre
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