Crisi: Acli, accelerare percorso verso nuovo governo

«Occorre accelerare in ogni modo il percorso verso un nuovo governo autorevole, capace di dare risposte non solo all’Europa e ai mercati, ma innanzitutto ai cittadini». Lo afferma il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero, commentando gli esiti dell’ultimo Consiglio dei ministri e l’evoluzione della situazione politica.
«E’ evidente che questo Governo non ha più il fiato per andare avanti, per compiere quello scatto in avanti che da più parti viene richiesto al nostro Paese. Ci si attendevano alcuni chiari e netti segnali, che ancora una volta non sono venuti. La debolezza di questo esecutivo, più volte denunciata, è ormai un dato consolidato. E non c’è alcun voto di fiducia che possa mascherarla».

Spiega il presidente delle Acli: «Io credo che oggi un governo abbia il dovere di fare le riforme e di dare risposte all’Europa e ai mercati, ma anche di dare certezze e garanzie ai cittadini. Spiegando ad esempio che i sacrifici andranno fatti, ma equamente distribuiti e in vista di una precisa prospettiva di sviluppo. Il nostro governo non ha invece in questo momento né la forza per fare queste riforme, né l’autorevolezza per condividerle con il Paese. La fiducia ottenuta dal Presidente del Consiglio alle ultime elezioni politiche gli ha dato allora il diritto di governare, oggi gli imporrebbe il dovere di fare un passo indietro nell’interesse del bene comune».
La strada individuata dal presidente delle Acli è dunque quella di «un governo di alto profilo, che adotti come primo provvedimento, in una logica di equità, l’introduzione di una robusta patrimoniale, che vada a ridurre in maniera consistente il debito pubblico e a diminuire immediatamente la tensione che si sta vivendo in queste ore sui mercati azionari». Il secondo compito di questo governo dovrebbe essere «la riforma della legge elettorale». «Andare a votare con questa legge – afferma il presidente delle Acli – ci porterebbe ad avere ancora una volta un sistema politico bloccato e una classe dirigente cooptata e quindi poco autorevole».
 

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