Crisi, tempo di discernimento e di scelte

Nelle crisi siamo disorientati. Servono criteri di discernimento per comprendere il senso della vita e poter compiere delle scelte per far nascere un futuro che vogliamo migliore.
Tempo di crisi
Crisi viene dal verbo greco krinō che significa giudicare, discernere, separare, distinguere.
Il tempo della crisi è utile per vagliare gli eventi e trovare il senso vero della storia. Esso illumina il bene e la giustizia agli uomini e alle donne che vivono la crisi del proprio tempo.
Le prime avvisaglie della crisi che stiamo vivendo sono rinvenibili negli eventi successivi alla caduta del muro di Berlino nel 1989. L’Occidente ha festeggiato la vittoria sul comunismo e si è ubriacato della sua stessa potenza. Ha però dimenticato che il comunismo era abitato dalle istanze di giustizia e di umanesimo che sono a fondamento della cultura dell’Occidente nelle sue molte sfaccettature mediterranee (semitiche-greco-romane), anglosassoni e continentali (germaniche e slave).
Questa ubriacatura ha preso la forma più impersonale – perché dimentica proprio della persona – della finanziarizzazione selvaggia con la cancellazione negli Stati Uniti della separazione tra banche di investimento e banche commerciali, legge introdotta dopo la crisi del 1929 proprio per salvaguardare i risparmi dai rischi della finanza.
È stata prodotta una eresia culturale, cioè un eccesso di s-legame, dell’idea della massimizzazione del profitto. “Il denaro non puzza”, dice un antico proverbio: non importa da dove venga e dove vada, e sembra dire che non appartiene a nessuno, è impersonale. Ma così non è: il denaro appartiene sempre a qualcuno e c’è sempre qualche persona in carne ed ossa che  lo guadagna o lo perde. Non c’è una mano invisibile che dirige i mercati e la finanza, ma le scelte quotidiane di milioni di persone che scelgono e rischiano sul futuro valore dei titoli finanziari basandosi sulle informazioni di poche agenzie specializzate.
Tempo di discernimento
Chi vive il legame sociale con uno stile equilibrato e giusto in cui la ricchezza (plutocrazia) e il potere (aristocrazia) non sono concentrati nelle mani di pochi a svantaggio dei molti? È questione di cultura personale e sociale insieme, locale e globale, in cui le molte culture si relazionano in vari modi e su molteplici questioni.
Il criterio per comprendere e scegliere è verificare lo stile di cura delle persone affidate ai propri e altrui governi: la giustizia sociale.
Lo vediamo in Europa nella gestione del rientro dei debiti sovrani, lo vediamo in Italia nelle varie riforme che il Governo e il Parlamento stanno realizzando.
Tempo di scelte
La prima scelta possibile è la conversione personale: a Dio che si prende cura dell’uomo fino a morirne, pur di dargli vita; al fratello per non calpestarlo con più o meno indifferenza: la tua morte affinché io viva.
La seconda scelta per uscire dall’individualismo eretto a sistema, all’origine della crisi attuale, è condividere un progetto comune di convivenza sociale. Il presente di ciascuno di noi è influenzato nel profondo dalle relazioni che ha vissuto e dalle relazioni che vuole vivere nel futuro.
La terza è che, insieme, possiamo costruire istituzioni migliori e scegliere le persone che le vivano con uno stile di servizio e non di proprietà e di accapparamento personale e/o di gruppo.
Le scelte in tempo di crisi, che è tempo per distinguere, sono sempre scelte radicali e non può essere che così. Il tempo del compromesso, del piede in due scarpe, è il tempo del declino.
Per questo la rivelazione biblica pone ogni uomo, non solo i credenti, davanti alla scelta della vita e della morte: «Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male; poiché io oggi ti comando di amare il Signore tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva e ti moltiplichi e il Signore tuo Dio ti benedica nel paese che tu stai per entrare a prendere in possesso» (Dt 30,15-16).
Questo, e non meno di questo, è in gioco in ogni scelta vera.

Crisi, tempo di discernimento e di scelte
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR