Datore di lavoro irregolare

Con [downloadacli menuitem=”334″ downloaditem=”3084″ direct_download=”true”]sentenza 8 luglio 2010[/downloadacli], n. 25990, la Prima Sezione Penale della Cassazione ha affermato che “è onere del datore di lavoro verificare” il possesso del permesso di soggiorno, ovvero del documento assimilato, “indipendentemente dalle asserzioni e aspettative di colui al quale viene data occupazione.Nella vicenda sottoposta al vaglio della Corte, l’imputato datore di lavoro era stato assolto in primo grado sulla base del fatto che il lavoratore extracomunitario aveva prestato la propria opera per un lasso temporale esiguo e aveva dichiarato al datore di lavoro di aver richiesto il premesso di soggiorno. I giudici  nell’assolvere il datore  avevano anche riconosciuto che non aveva avuto alcuna intenzione di perseguire finalità di ingiusto profitto.Seconchè il datore di lavoro in appello è stato invece condannato perché i giudici hanno osservato che la norma non prevede “che il soggetto attivo persegua finalità di ingiusto profitto”. La sentenza d’appello è stata confermata in Cassazione. I giudici hanno ribadito che è sufficiente la presenza di dolo generico e che “la stabilità del rapporto di lavoro non è requisito richiesto dalla norma incriminatrice di cui all’art. 22, comma 12, d.lgs. n. 286 del 1998 e la durata delle prestazioni effettuate non ha rilievo” essendo il reato, sotto un profilo sostanziale, consumato nel momento stesso in cui il lavoratore straniero venga occupato dal datoreIn conclusione la Suprema Corte ha ricordato che “solamente la regolare presenza in Italia dello straniero, che è onere del datore di lavoro verificare indipendentemente dalle asserzioni e aspettative di colui al quale viene data occupazione, esclude la sussistenza del reato“.

Datore di lavoro irregolare
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Fonte UNHCR
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Fonte UNHCR