De Rita alle Acli: investire sul “resto” in ascolto del sociale

Abbiamo incontrato il sociologo Giuseppe De Rita, presidente del Censis, in vista del Congresso nazionale delle Acli di maggio. Ci siamo confrontati con lui su alcuni temi proposti dagli Orientamenti congressuali.

Lavoro e promozione sociale sono i fuochi sui quali si concentra l’attenzione: ascoltare il “resto”, comprendere un nuovo ruolo della società civile, accompagnare i percorsi individuali dei lavoratori.

Per rinnovare il ruolo di ponte tra cittadini e istituzioni, secondo De Rita, le Acli hanno bisogno di rispondere alle esigenze di una nuova cultura collettiva. Il sociologo ci suggerisce di essere attenti al “resto”, composto di quegli interessi diffusi e personali che toccano l’intimo delle persone, il nucleo essenziale del loro stile di vita.

Il valore del lavoro non è scomparso, né diminuito è cambiato. Nel lavoro abbiamo vissuto uno slittamento dalle realtà collettive a una realtà individuale, afferma De Rita. Il lavoro è centrale per le persone, però non da più un senso di coesione. Il problema è “seguire le capacità dei singoli di fare lavoro e sostenerle”.

La riflessione di De Rita può arricchire il dibattito sugli Orientamenti almeno in due punti:

quando a pagina 9 si legge che serve un impegno delle Acli per «rimanere sintonizzate su un doppio canale: da una parte, l’ascolto dei bisogni, la condivisione delle scelte e la promozione di proposte che diano voce ai cittadini; dall’altra, l’intermediazione per la tutela dei diritti con le istituzioni, nel mercato del lavoro e nella Pubblica Amministrazione»,

quando a pagina 13 si richiama a cercare i modi per accrescere la dignità della persona nel lavoro, perché «dobbiamo far sì che, attraverso il lavoro – il lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale – l’essere umano esprima ed accresca la dignità della propria vita».

L’invito è di vedere la video intervista e utilizzarla nei modi più opportuni nelle diverse sedi e livelli per il dibattito congressuale.

#AcliNientePaura

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Fonte UNHCR
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